Renzi: dirigenti Pd da rottamare

Il sindaco di Firenze è stato spesso “ripreso” dai big del suo partito per quella “spavalderia” (leggi arroganza) con cui è solito condire ogni intervento in pubblico e in privato. Classe 1975, Matteo Renzi è un “toscanaccio” che non le manda a dire e che rimarca ad ogni occasione la necessità di rinnovare. A partire dal Pd.

La proposta di Pier Luigi Bersani di avviare un “nuovo” Ulivo per debellare il berlusconismo lo annoia mortalmente: “Nuovo Ulivo? – ha dichiarato ieri a “La Repubblica” Renzi – Uno sbadiglio ci seppellirà. Mandiamoli tutti a casa questi leader tristi del Pd”.

La sua analisi è impietosa: “Ma li vedete? – ha continuato l’ “enfant prodige” dei democratici – Berlusconi ha fallito e noi stiamo a giocare ancora con le formule, le alchimie delle alleanze: un cerchio, due cerchi, nuovo Ulivo, vecchio Ulivo”.

“Se vogliamo sbarazzarci di nonno Silvio io così lo chiamo e non caimano – ha rincarato il sindaco di Firenze – dobbiamo liberarci di un‘intera generazione di dirigenti del mio partito. Non faccio distinzioni tra D’Alema, Veltroni, Bersani. Basta. E’ il momento – ha scandito – della rottamazione. Senza incentivi”.

Per tre leader da mandare a casa, tre nomi da proporre. Al rampante toscano non dispiacciono Sergio Chiamparino, Nicola Zingaretti e Nichi Vendola. “Tre nomi che – ha spiegato Renzi – con caratteristiche diverse, sono in grado di dire e dare qualcosa di nuovo al Pd. Lontani dal balletto di agosto al quale stiamo assistendo – ha aggiunto – con scambio di lettere o cartoline fra i nostri dirigenti da un quotidiano all’altro. Litigando”.

Per il primo cittadino di Firenze, insomma, l’appuntamento con il cambiamento all’interno del Pd è ormai improcrastinabile: “Penso che la combinazione quarantenni e territorio – ha spiegato – sia la più giusta per ascoltare e raccogliere le indicazioni del nostro popolo. Più che cambiare – ha affondato – io direi però che è necessario azzerare“.

Maria Saporito