Russia, pensionato appicca incendio in casa di riposo: 9 vittime

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:03
Le fiamme hanno ucciso l'anziano suicida, mentre altre 8 persone sono decedute per intossicazione

Mosca (Russia), 30 agosto. Un incendio in una casa di riposo di Vyshny Volochyok, città nordorientale della Russia, ha causato la morte di 9 persone. All’origine del rogo ci sarebbe il tentativo di un anziano di togliersi la vita, dandosi alle fiamme. Il fuoco è divampato alle ore 4.53 locali (l’1:53 in Italia).

L’uomo, 86 anni, pensionato, era ricoverato da diverso tempo nella struttura per anziani e la decisione di compiere il tragico gesto sarebbe scaturita dal rifiuto dei dirigenti dell’ospizio di assegnargli un alloggio dove potesse vivere da solo. Questa indiscrezione è stata resa nota da un impiegato della casa di riposo all’agenzia di stampa moscovita “Ria Novosti”. L’uomo era in lista d’attesa da mesi per accedere all’assegnazione di un appartamento singolo, ma la sua domanda è stata scartata.

Questo parere negativo, ricevuto inaspettatamente, avrebbe costituito la miccia d’accensione della tragedia. Il pensionato avrebbe infatti ricoperto il suo corpo di liquido infiammabile, appiccando poi un incendio in tutta la stanza. A confermare questa ipotesi arriva la dichiarazione di Daria Korovina, portavoce del Ministero delle Emergenze della regione di Tver, in cui si trova la città di Vyshny Volochyok, la quale riferisce che gli inquirenti hanno rinvenuto un contenitore vuoto di liquido infiammabile nella stanza dell’anziano signore. Il rogo, oltre alla morte dell’anziano suicida, ha causato altre 8 vittime. Una persona è stata invece ricoverata in un vicino nosocomio per intossicazione da fumo.

Gli altri 480 ospiti della casa di riposo sono riusciti a salvarsi, grazie a un efficace sistema di evacuazione. L’immediato arrivo dei vigili del fuoco ha permesso di domare le fiamme in poco tempo, consentendo ai superstiti di far ritorno nella struttura.

La Russia non è nuova ad avvenimenti di questo genere. Ogni anno si verificano roghi, più o meno intenzionali, in case di riposo dislocate su tutto il territorio nazionale. Nella Repubblica di Komi si registrarono 23 vittime nel gennaio del 2009, mentre a novembre di due anni prima 30 persone persero la vita nella regione di Tula. Una pericolosa escalation che però viene puntualmente ignorata dalla autorità.

Emanuele Ballacci

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