Nuovo attacco di Famiglia Cristiana: “Processo breve falsa priorità”

Nuovo duro attacco di Famiglia Cristiana al governo Berlusconi, pratica che si riproduce, ormai, da svariate settimane. Dapprima sulla linea della critica al sistema politico, poi, come un cerchio concentrico, gli editoriali del direttore don Sciortino si sono fatti più precisi, a imbeccare ruolo e prassi del premier e dell’intera squadra di governo.

In questo numero, il settimanale dei paolini prende le mosse dalla congiuntura politica che sta per aprirsi con la nuova stagione parlamentare. “Adesso che le elezioni anticipate appaiono scongiurate – si legge nel fondo – il Governo s’appresta a portare in Parlamento un’agenda di cinque punti su cui chiedere la fiducia. Il piatto forte, naturalmente, è la giustizia. O meglio, il “processo breve” che, per renderlo meno indigesto all’opinione pubblica, si chiamerà “processo in tempi ragionevoli”. E che avrà una corsia preferenziale, grazie a risorse e investimenti straordinari. Da reperire, a ogni costo, sia pure in tempi di ristrettezze”.

Come a mostrare le carte del gioco dell’esecutivo, l’editoriale accusa così la criticabile gerarchia delle emergenze imposta dal presidente del Consiglio. “A settembre, con la ripresa scolastica, le famiglie avranno altre priorità: lavoro e lotta alla povertà, innanzitutto. Le fabbriche riaprono i cancelli, ma circa cinquecentomila posti sono a rischio. E qualche azienda, da subito, non aprirà nemmeno i cancelli”. Una critica, poi, all’irrisoluta questione del dopo-Scajola: “Al ministero dello Sviluppo, dove da mesi si è in attesa di un nuovo ministro, più di duecento tavoli di crisi sono aperti. E non se ne vede la soluzione”.

Tema caro alla comunità di credenti e ecclesiastici: la famiglia. E’ su questo punto che giunge l’accusa d’inazione dell’esecutivo. “Dopo tante promesse – spiega infatti Sciortino – e qualche timida apertura sul quoziente familiare, tutto s’è arenato. Per i politici il benessere della famiglia non è bene prioritario, ma merce di scambio, in una logica mercantile che mira a interessi di parte e non al bene comune. A ricordarci questo disinteresse, che ha radici lontane e riguarda tutti i partiti, è il ministero dell’Economia. L’Italia – rammenta – è la cenerentola d’Europa, fanalino di coda nel sostegno alle famiglie. Dedica alla spesa familiare solo l’1,4 per cento del Prodotto interno lordo, contro una media europea del 2,1 per cento e punte del 3,7 in Danimarca. Nel welfare familiare ci superano Paesi come Cipro, Estonia e Slovenia. Peggio di noi fanno solo Malta e Polonia”.

Il direttore, infine, decide di chiudere citando il presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi. Secondo il quale “«I figli producono crescita, ricchezza e risparmi. La famiglia che forma i suoi figli e assiste i suoi anziani fa welfare, con meno costi per lo Stato. Non capire questo è stato un grave errore economico, cui si aggiunge quello morale: la tendenza progressiva a scoraggiare la famiglia tradizionale»”. “Altro che “processo breve”. O meglio, “in tempi ragionevoli”, conclude Sciortino. Già alle prese con le prime avvisaglie di quella che definiscono, ormai, “trattamento Boffo“, la punizione contro i critici del governo.

V.m.