Youtube e il pay-per-view

Trattative frenetiche in corso tra Google e le majors hollywoodiane. La rivelazione si legge sulle pagine del “Financial Times” e l’obiettivo è uno: trasformare il Tubo, piattaforma di video sharing, in un servizio di pay-per-view entro la fine dell’anno in corso. YouTube, quindi, diventerà il luogo virtuale dove si potranno vedere i film più recenti, ma questa volta facendo pagare l’utente. Il servizio è già attivo e privilegiati, per il momento, sono gli utenti statunitensi che possono scegliere tra un catalogo di film, non proprio recenti, cosa gustarsi per passare una serata in tranquillità nella comodità del letto o del divano.

Il servizio costerà 5 dollari per ogni film che si deciderà di vedere e, molto probabilmente, entrerà a far parte del progetto Google Tv, la nuova piattaforma di televisione interattiva basata sul sistema operativo Android, che BigG ha intenzione di lanciare sul mercato a partire dal 2011. Una tv che sarà usata non solo in modo tradizionale: sarà possibile anche navigare su internet e noleggiare le nostre serie tv preferite, oltre ai nuovi film usciti in dvd.

Ma Google e YouTube dovranno fare i conti con altre aziende. Prima fra tutte la Apple che oggi, nella sua tradizionale conferenza stampa del primo settembre, potrebbe annunciare l’arrivo della i-Tv. E poi ci sono Netfix, servizio di streaming che con 9 dollari al mese permette di vedere tutti i film che si vogliono, e Hulu, sito che trasmette in Rete, gratuitamente, le serie televisive statunitensi. Insomma, un mercato ricco e tutto da scoprire e per questo le trattative tra il colosso di Mountain View e le majors hollywoodiane sono destinate a durare per molti mesi, prima di raggiungere un eventuale accordo.

Attualmente 400 risultano essere le pellicole visionabili divise per categoria: dai grandi classici come il futuristico “Metropolis” di Fritz Lang agli horror di Romero; dalle pellicole di Bollywood ai film di Jackie Chan. Insomma, il lancio del servizio pay-per-view di Google sul Tubo permetterà di cambiare notevolmente le carte in tavola: YouTube modificherebbe notevolmente la sua natura passando da sito di condivisione di clip amatoriali a grande vetrina per le majors dell’audiovisivo. Una possibile risposta alla crisi del videonoleggio?

Augusto D’Amante