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Africa: 21% specie acqua dolce a rischio estinzione

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L’allarme è stato lanciato in queste ora dall’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn). Secondo approfonditi studi, il 21% delle specie animali che vivono nei fiumi, nei laghi e nelle zone umide dell’Africa, sarebbero a rischio estinzione. Se ciò si dovesse verificare, la sopravvivenza di milioni di persone, che si cibano di tali animali, verrebbe ulteriormente ostacolata.

Ci sono voluti quasi cinque anni di studi, che hanno impegnato circa 200 scienziati, per analizzare e catalogare nel dettaglio le oltre 5000 specie di animali d’acqua dolce che popolano il continente africano. Fra questi: pesci, molluschi, granchi, libellule e piante acquatiche. Le informazioni reperite hanno sottolineato come il 21% di questi animali sia di fatto a rischio estinzione. Le minacce alla loro sopravvivenza sono molte.

Ad esempio l’agricoltura e tutte le attività ad essa collegate come il prelievo dell’acqua e la costruzione di dighe. La percentuale aumenta notevolmente considerando soltanto il Lago Vittoria, prezioso bacino d’acqua dolce. Qui, sulle 191 specie di pesci studiate, è emerso che il 45% di essi è a rischio estinzione o, addirittura, può considerarsi già estinto. In questo caso, le cause principali che hanno messo a rischio la sopravvivenza dei pesci sono da riscontrarsi nel declino della qualità dell’oro blu e nell’introduzione del pesce persico del Nilo (il cui nome scientifico è Lates niloticus), predatore che negli ultimi trent’anni ha causato una riduzione delle specie locali, mettendo in pericolo anche la pesca tradizionale.

L’estinzione di queste specie animali metterebbe a rischio la sopravvivenza delle popolazioni locali, dedite alla pesca da diverse generazioni. Nella zona dei grandi laghi, ad esempio, il pesce è la principale fonte di proteine e rappresenta l’alimento principale delle persone più povere. Secondo una recente stima, sarebbero 7,5 milioni le persone dell’Africa sub-sahariana la cui vita e la cui alimentazione dipendo essenzialmente dalla pesca nelle acque dolci interne.

Di Marcello Accanto