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Altavilla Irpina: sparate ai randagi, le risposte del Comune

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L’avvocato  Alberico Villani (UdC), Primo cittadino di Altavilla Irpina (Av) si trova all’estero , quando, Loredana Pronio ( UdC), si reca nel suddetto Comune per chiedere conto dell’ordinanza “ammazza-randagi” che in pochi giorni ha fatto il giro della rete.  Dagli U.S.A. , dove si trova in ferie, il Sindaco intrattiene un’accesa discussione telefonica con la Pronio, dalla quale pare venir fuori sì una certa assurdità della delibera, in quanto l’abbattimento di animali randagi può essere fatto solamente attraverso l’Asl e per i soli motivi previsti dai casi di legge e non sparando, salvo che i suddetti siano in procinto di attaccare  materialmente qualcuno, ma anche che, da parte di Villani  e dell’amministrazione comunale ci sia stato un certo impegno nella lotta al randagismo, impegno non supportato da chi  avrebbe dovuto. Senza voler  prendere le difese del Sindaco, indifendibile da un certo punto di vista, allo stesso va riconosciuto che non tutti avrebbero telefonato dagli Stati Uniti per discutere di cani randagi, di questo, almeno, gliene va dato atto.

Nell’ordinanza in questione viene specificata anche la necessità del fatto che, per abbatterli, i cani, debbano essere pericolosi, ma, a onor del vero, resta da capire come giudicarne la pericolosità in modo, per così dire “preventivo”. A prescindere da questo “bug” nell’ordinanza, la risposta dell’amministrazione passa attraverso alcune precisazioni, diffuse attraverso un circostanziato comunicato stampa.

L’amore per gli animali da parte di questa Amministrazione – è possibile leggere – ha sempre rappresentato e rappresenta un sentimento fermo ed indiscusso nei fatti e non solo nelle parole. Ne è prova lo stanziamento annuale in bilancio, proprio per la cura e la custodia “degli amici a quattro zampe” di circa 40.000,00 euro, quasi il doppio delle somme stanziate per i servizi sociali,nonché le iniziative assunte per consentirne anche l’adozione mediante, tra l’altro, incentivi economici”.Và, tuttavia, aggiunto che negli ultimi tempi sono diventate sempre più numerose e pressanti le segnalazioni di cittadini rimasti vittime di aggressioni da parte di cani randagi pericolosi. Segnalazioni trasmesseci direttamente anche dalla locale stazione dei Carabinieri.”

L’Amministrazione, dal suo canto ha sempre, a fronte di tale fenomeno, oramai dilagante, tempestivamente richiesto l’intervento dell’ASL competente per assicurare la cattura ed il ricovero dei cani pericolosi presso il canile comunale – (Copiosa documentazione è agli atti). Suddette richieste, però, solo in alcuni casi hanno avuto evasione, tant’è che l’Ente, nel giugno dell’anno scorso si è visto costretto ad interessare anche l’ Autorità Giudiziaria per ottenere l’intervento degli organi preposti.

Stando a queste parole, il Comune, avrebbe più volte denunciato alla magistratura le inadempienze dell’Asl di riferimento in materia di randagismo, un comportamento che avrebbe materialmente limitato la possibilità da parte dell’Amministrazione di tenere sotto controllo il fenomeno, il quale avrebbe ormai raggiunto una “dimensione davvero insostenibile“.

La Pronio pare aver strappato a Villani la promessa di ritirare ,“l’ordinanza sindacale di cui tanto si discute” – che comunque, precisa ancora il comunicato – ” ha voluto rappresentare soltanto una provocazione al fine di sensibilizzare, tra l’altro, l’intervento degli organi preposti a verificare la effettiva pericolosità dei cani ed adottare gli atti consentiti dalla legge onde salvaguardare la incolumità dei cittadini”.

A conclusione, va detto che attribuire la totale responsabilità del problema randagismo ad un’amministrazione comunale, non può ritenersi corretto a prescindere da ogni altra considerazione possibile. Va infatti verificato se quest’ultima abbia attuato gli sforzi che a lei competono e non sia stata supportata dagli altri organi competenti o se invece, come purtroppo spesso succede, la stessa abbia adottato comportamenti traviati da indifferenza verso un suo specifico dovere.

In attesa di ulteriori riscontri più specifici, se quanto sostenuto nel comunicato del Comune di Altavilla Irpina corrispondesse a verità, stante il fatto che, soprattutto moralmente, un’ordinanza di abbattimento dei randagi non trasmette certo un’immagine meravigliosa del suddetto Comune, è sperabile che il “grido di aiuto“, pur discutibile ( e forse proprio far discutere era lo scopo, o almeno uno degli scopi, dell’ordinanza), da parte di un’amministrazione apparentemente davvero impegnata nella tutela degli animali bisognosi, non rimanga ancora una volta inascoltato.

A.S.