Gardaland, giostra negata ad una bimba down

Il Coordown, coordinamento che raggruppa le principali associazioni che tutelano le persone con sindrome di Down e i loro familiari, minaccia azioni legali contro Gardaland, il parco divertimenti più famoso d’Italia, dopo che ad una bimba di 8  anni con la sindrome di Down è stato negato l’accesso alla giostra Motorotaia panoramica (un trenino sopraelevato che, lentamente, percorre tutto il perimetro del parco).

Il trenino panoramico di Gardaland vietato ai soggetti down

La bambina aveva già usufruito della giosta “sfuggendo” agli addetti al controllo senza riportare conseguenze, ma dopo la regolare fila per salire nuovamente a bordo, al papà della bambina è stato riferito che alcune persone, tra cui i disabili, non possono andare sul trenino: «Ma come fanno gli operatori a stabilire se una persona è cardiopatica o claustrofobica? Chiedono il certificato medico?» ha commentato il padre, che è un giudice penale e del lavoro nonchè presidente di un’associazione a tutela dei down, Pianeta Down. «Mia figlia- commenta Aldo Acetoè stata discriminata perché la sua patologia invalidante è visibile rispetto ad altre e questo è vergognoso».

La responsabile del parco ha spiegato che i genitori di bambini disabili dovrebbero ricevere una brochure all’ingresso del parco divertimenti in cui sono segnalate le attrazioni accessibili e non accessibili.  «Nessuno ci ha detto nulla, il ticket è stato pagato regolarmente e il personale, essendo la struttura privata, dovrebbe limitarsi a dare indicazioni all’utenza, ma non può impedire a nessuno di salire o meno su una giostra. Su questa vicenda andrò a fondo – ha concluso – anche in sede civile in modo da indurre a eliminare il pregiudizio, fonte di odiose discriminazioni».

Sono numerose a Gardaland, le giostre alle quali l’accesso è vietato dagli addetti della sicurezza del parco alle persone con sindrome di Down, in virtù dei tratti somatici. Il Coordown ricorda che, nella sindrome di Down ogni caso è diverso, le singole capacità della persona possono variare da soggetto a soggetto e che, né il ritardo mentale, né il rischio cardiologico, né il deficit motorio risultano appropriati per impedire l’accesso alle persone down in quanto tali. Così, questa nuova vicenda segna definitivamente la chiusura delle trattative avviate nei mesi scorsi, da parte del Coordown con il direttore generale del parco di attrazioni: proposte che avrebbero voluto trovare una soluzione per salvaguardare la sicurezza del parco e rispettare la dignità di tante persone che si recano al parco divertimenti per una giornata di svago.

Il Coordown tiene a precisare che, in altri parchi divertimenti simili nulla di ciò avviene, ma sconsigliano solo alcune giostre altamente adrenaliniche che potrebbero disturbare in qualche modo le persone Down.

Adriana Ruggeri