Il dodecaedro pentagonale romano

Che cos’è e che utilizzo aveva presso l’antica civiltà dei romani, questo oggetto di forma pentagonale in bronzo conservato al Rheinisches Landesmuseum di Bonn (in particolare quello nella foto,  8x7x7 centimetri,  decorato con fori circolaridi vari diametri su ciascuna faccia e con sfere su ciascun vertice)? Quello che è certo è che si tratta di un solido platonico, e più precisamente di un dodecaedro pentagonale.

Sono stati ritrovati diversi esemplari, circa novanta, di questo oggetto nel nord delle Alpi e le condizioni di ritrovamento consentono di attribuirli all’epoca romana, ma in quanto all’uso ed al valore di questi manufatti regna ancora il dubbio. Di che cosa si tratta? Alcuni hanno ipotizzato che siano dei giocattoli, o dei dadi per giocare d’azzardo, altri che siano una sorta di “regoli” per misurare i corpi cilindrici, altri ancora sostengono che si tratti di candelabri.

Due pubblicazioni scientifiche, la prima a cura di R. Nowen nel 1993 e la seconda a cura di B.H. Greiner, riportano e raggruppano tutti i dati rilevati  riguardo a i dodecaedri pentagonali fino a quel momento portati alla luce: nel lavoro di Greiner vengono menzionate 27 teorie diverse riguardo all’utilizzo di questi oggetti, tra le quali le più importanti sono state riportate sopra.

Recenti studi, portati avanti da studiosi olandesi, e pubblicati in un articolo apparso su “La Stampa”  nella rubrica “Tuttoscienze” il 28/07/2010 fanno ipotizzare che le legioni romane utilizzassero tali oggetti per stabilire il momento più favorevole alla semina autunnale del grano.

Per maggiori informazioni riguardo a quest’ultima ipotesi visitate il sito: www.romandodecahedron.com/en/hypothese

Alice Ughi