Inno di Mameli vietato in scuola bergamasca, i leghisti “non si sentono italiani”

Bergamo (1 settembre 2010) – Ponteranica è un piccolo centro alle porte di Bergamo che spesso fa parlare di sé. L’anno scorso infatti il Comune fu al centro di una dura e accesa polemica per la decisione di cambiare nome alla biblioteca che un tempo era intitolata a Peppino Impastato, il militante comunista siciliano morto per mano della mafia più di 30 anni fa. Oggi Ponteranica torna alla ribalta per un episodio non meno clamoroso e pesante. Questa volta a farne le spese non è la memoria di un eroe, ma addirittura quella del nostro inno nazionale, richiesto a scuola dagli amministratori del Pdl e immediatamente bocciato da quelli leghisti, perché “non si sentono italiani”.

Il consigliere comunale della minoranza Pdl Luca Oriani aveva presentato una mozione (seguendo l’invito della segreteria nazionale del partito) per chiedere l’affissione del testo di Mameli negli istituti scolastici primari e secondari di primo grado, con lo scopo di “promuovere tra gli studenti la conoscenza del loro inno nazionale, con la speranza di poter consolidare il sentimento di coesione e appartenenza ad una stessa Patria che dovrebbe accumunare tutti i cittadini”. Neanche per sogno: la proposta è stata immediatamente bocciata dal vicesindaco Giuseppe Minetti, che sostituiva il primo cittadino assente e che ha tagliato corto: “Io non mi sento italiano anche se purtroppo lo sono”. Una risposta che ha scatenato una vivace polemica, un putiferio tra i consiglieri, alla presenza di un folto pubblico. E alla fine, con buona pace di Mameli e di coloro che a Bergamo e Ponteranica si sentono ancora italiani, la proposta è stata bocciata.

Raffaele Emiliano