La Nuova Alba dell’Iraq

L’Iraq si è svegliato questa mattina senza l’esercito americano. I contingenti impegnati nella lunga operazione “Enduring Freedom“, voluta 7 anni fa da George W. Bush e che ha portato a rovesciare il regime dittatoriale di Saddam Hussein, hanno lasciato il paese. Ma non del tutto. Da oggi parte a pieno ritmo una nuova operazione, denominata “New Dawn“, la “Nuova Alba“. Ad annunciarla è stato il vice Presidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden, accompagnato dal premier irakeno Nouri al-Maliki presso la base americana di Camp Victory, alla periferia di Baghdad.

Joe Biden e Nouri al-Maliki a Baghdad

La liberazione dell’Iraq è terminata, ma il nostro impegno nel paese continuerà con la missione Nuova Alba“, ha detto durante la cerimonia di passaggio di consegne tra le truppe combattenti e quelle che si occuperanno, da oggi, dell’appoggio logistico alle istituzioni del tanto martoriato paese del Medio Oriente. Le forze presenti in Iraq allo stato attuale, spiega Biden, sono capaci di garantire presto un nuovo governo al paese e, d’accordo con il premier al-Maliki, saranno in grado di mantenere la sicurezza interna, perchè tutti sono convinti che gli attacchi terroristici non finiranno, soprattutto adesso che i militari USA lasciano Baghdad. Ora la priorità del paese è trovare una stabilità nella politica interna, innanzitutto decidendo che forma deve assumere lo Stato e poi superando lo stallo che vede contrapposti al-Maliki e Iyyad Allawi, suo diretto concorrente che con la sua formazione ha ottenuto ben 91 seggi nelle elezioni di febbraio contro il blocco guidato da al-Maliki stesso. “Sono sicuro che troveremo l’intesa“, ha commentato il premier al-Maliki dalle pagine del quotidiano libanese “al-Akhbar“.

Le parole di Joe Biden seguono di poche ore l’annuncio tanto atteso dalla popolazione degli USA (e del mondo intero) fatto dal presidente Barack Obama in televisione: “Questa sera vi annuncio che la missione di combattimento dell’America in Iraq è finita“, così ha esordito dallo Studio Ovale il presidente. Rammaricandosi delle perdite che gli USA hanno subito nella lunga guerra in Iraq, Obama è stato cauto a non annunciare nessuna vittoria. Come ha scritto il “New York Times” in un suo editoriale ieri, “Enduring Freedom” non è stata una missione vincente per gli USA, che devono adesso fronteggiare un’altra guerra, quella in Afghanistan.

E ora gli americani presenti a Baghdad devono concentrarsi su altro: sulla formazione delle forze interne dell’Iraq, per cercare di raggiungere una stabilità che sembra ancora lontana. E’ questo l’obiettivo della Nuova Alba dell’Iraq: “mantenere il paese materialmente sicuro ed economicamente stabile“, afferma Biden. E mentre le autorità irachene rendevano noto che solo nel mese di agosto le vittime, tra morti e civili, degli attentati rivendicati per la maggior parte da al-Qaeda erano 426, Biden e al-Maliki erano testimoni del passaggio di consegne dal generale Lloyd Austin al generale Ray Odierno, che guiderà i 50 mila soldati impegnati nell’addestramento delle forze di polizia e delle forze armate locali. Solo alla fine del 2011 ci sarà il completo ritiro delle truppe americane dall’Iraq. Come promesso da Obama.

Augusto D’Amante