Ragazza scomparsa ad Avetrana: dai diari spunta un amore

Ancora avvolta nel mistero la scomparsa della quindicenne Sarah Scazzi. Un incubo iniziato nel primo pomeriggio del 26 agosto ad Avetrana. Questa mattina sono state riprese le ricerche e la pista più accreditata resta quella del rapimento non a scopo estorsivo, compiuto probabilmente da una persona che la ragazzina conosceva. Intanto alcuni diari e i tre profili Facebook, gestiti dal pc di un’amica, vengono controllati per cercare qualche indizio utile al suo ritrovamento. In una pagina, secondo Il Messaggero, emerge un amore non corrisposto: “Ti amo, perché non lo vuoi capire?”.

Nessun pc in casa, ma tre profili Facebook gestiti da Francesca, una sua compagna di classe. Due pagine sono state abbandonate dalla ragazza perché non ricorda più la password, la terza, invece, risale a sette mesi fa ed è stata bloccata dalla polizia. Tuttavia in essa c’è ben poco della vita, degli interessi e dei sogni di Sarah. Gli inquirenti stanno verificando la lista degli amici “virtuali” e cercano corrispondenze con quelli che appaiono sui suoi diari, dai quali non emerge la spensieratezza tipica di una ragazzina. Al contrario si leggono frasi animate da ansie, segreti, inquietudini ed emozioni non molto positive: “Essere allegri non vuol dire essere felici”, “si ride e si scherza, ma si ha solo voglia di piangere”. I primi spasimanti, le prime delusioni d’amore. Un sentimento non corrisposto sembra farla soffrire. “Ciao Sabrina, non risponde neanche al telefono, non vedo l’ora che tornino Claudio e papà”, scriveva Sarah alla cugina. E ancora: Ti amo, perché non lo vuoi capire?. L’amichetto a cui Sarah rivolge queste frasi scritte sarebbe un certo “Devil95”, il nickname a cui si cerca di dare identità.

I genitori temono il peggio e gli investigatori seguono la pista del rapimento non a scopo estorsivo, compiuto probabilmente da un conoscente di Sarah che si sarebbe trasformato poi nel suo aguzzino. Durante le ricerche di lei non è stata trovata nessuna traccia e neanche indizi sulla sua sorte.

La sensitiva Rosemery Laboragine, la donna che permise il ritrovamento del corpo senza vita della paracadutista Melania La Mantia, dice di non avere nessun “flash positivo” riguardo alla scomparsa di Sarah Scazzi. “Secondo me conosceva chi l’ha presa. La vedo portata via non per soldi, ma per violenza, una storia di sesso” – continua la sensitiva – “La vedo morta sepolta nelle campagne. Vicino ci sono legna e acqua, può essere un corso d’acqua o il mare, non so“.

Continuano le ricerche e si spera con tutto il cuore che la giovane Sarah possa tornare al più presto  tra le braccia dei suoi genitori sana e salva.

Simona Leo