Milano: uccisa a colpi di pistola dall’ex marito, la folla quasi lincia l’uomo

Milano. Sono quasi le sette di giovedì pomeriggio, Giuseppe di Stefano, 28 anni, operaio originario della Calabria, ha perso la testa. Era da mesi in lite con la moglie, Teresa Patania, 30 anni, casalinga e madre dei loro tre figli. Da tempo avevano deciso di separarsi, si erano rivolti ad un giudice, stavano cercando di stabilire dei patti per l’affidamento dei tre figli. In questi alti condomini si conoscono tutti e tutti conoscevano i due coniugi con i loro tre bambini che hanno 3, 4 e 5 anni, e ora sono affidati al nonno. Avevano per ora stabilito di rimanere separati in due appartamenti diversi, uniti solo dal cortile ne mezzo: lei con i figli da un lato, lui da solo dall’altro lato. Ieri poi si scatena la lite, probabilmente proprio per l’affidamento dei bambini. Di Stefano allora ha preso la sua beretta calibro 22, si è affacciato al cortile dove c’era la moglie ed ha esploso tre colpi mortali sulla donna. Poi è risalito in casa, come nulla fosse. Quando sono giunti gli agenti della Polizia l’uomo aveva ancora la pistola in mano e l’ha puntata contro di loro. La tensione ha rischiato infine di esplodere quando i parenti della vittima, che abitano numerosi tra i diversi appartamenti del grande stabile, si sono resi conto della faccenda: «Datelo a noi. Lasciatelo alla gente». Di Stefano ha rischiato il linciaggio di popolo, la folla riunitasi ha cominciato a minacciare l’assassino, sono intervenute altre pattuglie della Polizia e del Reparto Mobile. Di Stefano minacciava di fare fuoco, gli agenti, protetti di giubbotti si sono fatti avanti, hanno invitato l’uomo a gettare la pistola nel cortile, lui ha obbedito. Infine ha detto soltanto: «Sono stato io, ero incazzato». Poi ha bisbigliato: «Ero geloso, ci tenevo ancora a lei».

Ancora un episodio di violenza coniugale,  ancora una scena da far west, una scena che ricorda le sceneggiature di certi filmacci o certe fition di criminali eroici e spensierati. Peccato che sia la vita reale e l’Italia, fatta di italiani sempre più telemaniaci, sempre più inclini a far crimine + spettacolo, ad imitare i falsi dèi che il teleschermo, ogni sera, gli propina.

Luigi Pignalosa

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