Usa, falso allarme bomba: aeroporto Miami chiuso e poi riaperto

L'Aeroporto Internazionale di Miami, scenario dell'ennesimo falso allarme bomba

Miami (Florida), 3 settembre. Un falso allarme terrorismo all’Aeroporto Internazionale di Miami, in Florida, aveva causato la chiusura dello scalo, il blocco di voli in partenza, la deviazione di quelli in arrivo, l’evacuazione di due dei quattro terminal e l’interruzione del traffico stradale nelle vie limitrofe. L’allarme, scattato alle ore 21.00 locali (le 3.00 di notte in Italia), è stato lanciato dopo che un uomo è stato fermato ai controlli di sicurezza per un bagaglio sospetto. Artificieri e agenti federali, immediatamente giunti sul posto, hanno costatato l’infondatezza dell’allarme, decretandola riapertura dello scalo statunitense dopo appena poche ore. “Tutto è tornato alla normalità” ha affermato Greg Chin, portavoce dell’aeroporto di Miami. Lo scalo è stato infatti completamente riaperto alle 4.00 locali (le 10.00 in Italia) e non si sono registrati grandi disagi per i passeggeri poiché l’evacuazione è coincisa con la chiusura notturna dell’aeroscalo.

Il passeggero, proprietario del bagaglio sospetto scoperto durante la procedura di screening ai raggi X, era un uomo di 70 anni, arrivato a Miami con un volo diretto dal Brasile. Scienziato di professione, portava nel suo bagaglio un ambiguo contenitore di metallo, molto simile a un tubo utilizzato per costruire una bomba. Tuttavia, le analisi hanno evidenziato che non c’era traccia di esplosivo al suo interno, dando ragione all’uomo, il quale riteneva tale tubo fosse semplicemente uno strumento per eseguire esami in laboratorio. Inizialmente arrestato, lo scienziato è stato in seguito rilasciato dalle autorità.

L’efficiente organizzazione di mezzi e uomini, che ha portato all’immediata chiusura di terminal, strade e hotel limitrofi, ha lavorato incessantemente nella notte per “tutelare la sicurezza delle persone”. Misure restrittive e procedure di sicurezza sono strettamente seguite negli scali americani, nonostante le polemiche dei passeggeri per l’indebita invasione della privacy e sebbene l’attenzione sull’allarme terrorismo sia lentamente scemata sui media internazionali. Lo screening ai raggi X di passeggeri e relativi bagagli è in funzione sia in entrata sia in uscita dagli aeroporti statunitensi e la tensione è sempre elevata, nonostate numerosi falsi allarmi. La macchina organizzativa funziona, la speranza è di non vederla mai più realmente all’opera.

Emanuele Ballacci