Berlusconi: non ci sarà la mozione sul processo breve

Dopo che la politica ha discusso per mesi sulle intercettazioni, dopo che la cosiddetta “legge bavaglio” è stata, per ora, accantonata, l’argomento più accreditato all’interno dei palazzi del potere era diventato quello inerente allo scontro sul processo breve. Un problema istituzionale, oltre che politico, che avrebbe dovuto, nelle intenzioni dei suoi fautori, accorciare i tempi della giustizia, in modo da favorire uno sveltimento delle pratiche di cui i tribunali sono oberati e consentire al cittadino di ottenere giustizia in tempi non eccessivamente lunghi.

Per i reati con pene minori di 10 anni, il tempo previsto per la conclusione dei gradi di giudizio, così come la proposta di legge era passata in Senato, consisteva in tre anni per il primo due per il secondo e un anno e mezzo per la Cassazione. Un metodo a scalare quindi, che via via riduce  il tempo utile a giudicare . Molte le critiche al progetto di legge, legate anche alle vicende giudiziarie del Presidente del Consiglio che con questa via starebbe tentando, secondo appunto gli oppositori, di scansare le maglie della giustizia.

Berlusconi oggi ha però stupito un po’ tutti : “per quanto mi riguarda non dovrebbe esserci il cosiddetto processo breve“. Una frase che quasi spaventa, dopo che anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, aveva espresso preoccupazione per il modo in cui l’argomento stava prendendo possesso del Parlamento e dei media, erede fin troppo degno del ddl Intercettazioni.

“la piantassero di fare tanto baccano e pensassero al loro vuoto di idee, programmi e leader” Ha poi aggiunto il Cavaliere, riferendosi, ovviamente, all’opposizione, PD, su tutti; un PD che, secondo alcune voci, seccamente smentite da Rosy Bindi avrebbe addirittura proposto un’alleanza con Futuro e Libertà di Gianfranco Fini, in caso di elezioni, a proporre il patto, tra l’altro sarebbe stata proprio la Bindi.  Se è vero che in politica è buona regola non escludere mai niente, è anche vero che Il patto PD-FLI, che sarebbe chiaramente ed esclusivamente di stampo “anti-berlusconiano” risulta anche ad un’analisi non troppo attenta un’ipotesi piuttosto discutibile.

L’annuncio della rinuncia, se cosi si può chiamare, al processo breve appare un chiaro tendere la mano a Fini, il cui discorso di domani a Mirabello è fortemente atteso da tutte le forze politiche ed è stato fatto alla stampa nel contesto della presentazione dei punti sui quali il Governo chiederà prossimamente la fiducia:

“Abbiamo elaborato le priorita’ e gli interventi concreti sui quali il Parlamento dovra’ pronunciarsi nelle prossime settimane, a cominciare dai cinque punti programmatici nei quali abbiamo sintetizzato le riforme che sono appunto prioritarie e che intendiamo realizzare entro questa legislatura e cioe’: la riforma tributaria, il federalismo fiscale, la sicurezza, l’immigrazione, il rilancio del Sud e la riforma della giustizia.”

A.S.