Francavilla Fontana: assolto mendicante nigeriano, accusato di razzismo consigliere del Pdl

Brindisi (4 settembre 2010) – Dopo aver trascorso nove giorni in carcere e dopo aver subito un processo, con l’accusa che si è rivelata del tutto falsa di aver minacciato con un coltello il consigliere comunale del Pdl di Francavilla Fontana, Benedetto Proto (nella foto), il 24enne mendicante nigeriano Osas Friday è tornato ad essere un uomo libero.

Ai cronisti che gli chiedevano quale sentimento provasse nei confronti di Benedetto Proto, il consigliere “pidiellino” calunniatore, noto nel Comune del brindisino anche per aver proposto l’istituzione di ronde padane in salsa francavillese, il clochard ha risposto: “Sono cristiano, non provo nessun rancore, conosco il valore del perdono”.

Osas è stato assolto con formula piena dal giudice del tribunale di Brindisi Stefania De Angelis, e ha ricevuto in aula le scuse a nome di tutta la comunità dal pubblico ministero Giuseppe De Nozza.

E’ andata male, anzi malissimo al consigliere del Pdl, riguardo al quale il sostituto procuratore ha ammesso: “E’ una vicenda deprecabile, un inaccettabile rigurgito razziale”. Richiesta dal pm anche la trasmissione degli atti processuali alla procura, aprendo un fascicolo a carico di Proto per falsa testimonianza di fronte all’autorità giudiziaria.
I fatti si riferiscono al 24 agosto scorso, quando nella centralissima via Immacolata a Francavilla Fontana, intorno alle 13, al giovane immigrato che si trovava di fronte a una panetteria dove solitamente chiedeva l’elemosina, si avvicina il consigliere razzista, che gli intima di allontanarsi e di non disturbare i passanti. Prima di andarsene il nigeriano cambia gli spiccioli nel negozio, ma all’uscita si trova nuovamente di fronte il consigliere, accompagnato per l’occasione da due vigili urbani. Impaurito Osas scappa via, ma viene immediatamente raggiunto dai vigili che lo arrestano con le pesanti accuse di resistenza a pubblico ufficiale, minaccia a mano armata, porto illegittimo di armi, rifiuto di fornire le generalità, lesioni personali aggravate.

Proto dice d’essere stato minacciato con un coltello (mai ritrovato). Nel verbale d’arresto finisce inoltre il referto del pronto soccorso a carico di uno dei vigili urbani, che dichiara d’essere stato aggredito (sic!) in seguito a una colluttazione con il giovane immigrato.

A mutare le sorti di quella che poteva rivelarsi una storia di discriminazione come tante altre, interviene però Serafina Latartara, la coraggiosa panettiera che chiede di essere ascoltata come testimone al processo con rito abbreviato. Una testimonianza non da poco che sbugiarda il consigliere xenofobo e i vigili suoi complici: “Ho seguito tutta la scena, il ragazzo non aveva nessun coltello – dichiara Latartara – ha svuotato le tasche nel mio negozio dove gli ho cambiato gli spiccioli e regalato una focaccia, come faccio ogni giorno”.

In seguito al processo e alla sentenza, il consigliere Proto ha rassegnato le dimissioni nelle mani del sindaco della città, Vincenzo Della Corte.

Il giovane immigrato, invece, sarà a Brescia lunedì prossimo per rinnovare il permesso di soggiorno, con la speranza di trovare un lavoro.

Un dubbio in più (se mai ce ne fosse bisogno) sorge ora sulla necessità delle ronde in città proposte dallo stesso esponente locale del partito berlusconiano. Insomma, il suo esempio di legalità non è stato dei migliori.

Raffaele Emiliano