Inchiesta sulla Cricca: spunta fuori il nome di Berlusconi e del presidente Tar Lazio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:47

Diego Anemone

Ricordate l’indagine del Gip Rosario Lupo che a febbraio ci raccontò la corruzione che ha governato gli appalti della Maddalena e la ricostruzione a L’Aquila? Le escort di Bertolaso e gli imprenditori che la notte del 6 aprile ridono pensando agli appalti sulle spalle dei terremotati?

L’indagine in cui sono spuntati fuori i nomi di ex generali della finanza, dell’imprenditore Diego Anemone, il pubblico ufficiale Balducci, di Denis Verdini, e tutti gli altri, coinvolti in un giro di malaffare, corruzione, tangenti…tanto che fu definita la “cricca dei banditi” o più semplicemente “la cricca”. Ecco: l’inchiesta continua, fortunatamente, e di oggi è la notizia che dal computer del commercialista Stefano Gazzani, il collaboratore di Anemone che teneva i suoi conti, spunta fuori una nuova lista. Per tanti versi è la fotocopia di una lista già saltata fuori tempo fa, la lista del costruttore stesso. Ma un particolare ha fatto saltare gli inquirenti sul tavolo. Un nome che tutti conosciamo: Berlusconi, scritto nero su bianco, insieme a tanti altri attori della più ignominiosa vicenda di corruzione dell’anno. Il nome figura senza aggettivi, o altre indicazioni ma secondo gli investigatori indica i lavori effettuati a casa del premier, già segnati nella Lista Anemone come “camera da letto e bagni di palazzo Grazioli”. Un dubbio fa pensare che possa riguardare un riferimento a Paolo Berlusconi, che già è stato coinvolto nelle indagini poiché sono emersi buoni contatti con la cricca per l’appalto del sistema Tutor, il famoso nuovo sistema di controllo della velocità sulle autostrade. Vedermo se questa volta le indagini riusciranno a far spuntare qualche prova (prima che i processi vadano in prescrizione…).

Altro versante. Grazie alle analisi della Banca d’Italia possiamo inserire nella ormai lunga lista dei membri della cricca (o di quelli che in un modo o nell’altro hanno avuto rapporti ed interessi più o meno stretti) il nome di un magistrato: Pasquale De Lise, presidente del Consiglio di Stato, già presidente del Tar del Lazio. Uomo molto influente, anche se poco noto, da un anno è al vertice della giustizia amministrativa. Adesso figura come protagonista di una pesante relazione della Banca d’Italia. Viene definita Sos, ovvero segnalazione di operazioni sospette. In pratica sul suo conto corrente personale, nell’agosto scorso è apparso un versamento sospetto da 250mila euro. Chi lo ha effettuato? Sembra che a versargli questo “donativo” sia stato un facoltoso avvocato romano. Il versamento da solo non significa nulla ma sarà motivo sufficiente ad aprire un nuovo filone di accertamenti che già include anche suo genero (ah, la famiglia, in Italia è davvero un valore!) Patrizio Leozappa, avvocato.

Il triangolo formato da Leozappa, De Lise e la Cricca è fatto di relazioni sospette. Ad esempio l’avvocato curava gli interessi del costruttore Diego Anemone in procedimenti con il Tar del Lazio. Chissà… Tra le informazioni a disposizione degli investigatori ci sono telefonate tra Balducci e De Lise che commentano soddisfatti i risultati. I carabinieri del Ros, nella loro relazione, scrivono a proposito di De Lise: «Gli dice che su input del genero Patrizio(Leozappa) si è “occupato” del recente provvedimento di rigetto del Tar Lazio riferito alla “storia” del Salaria Sport Village. “Patrizio mi aveva parlato di quella cosa… non stava né in cielo né in terra … quindi insomma… io l’ho seguita un po’ quella storia là”». L’ingegner Balducci ringrazia signorilmente. Ma quale fosse il tipo di familiarità che c’era dietro le quinte lo si intuisce dalle intercettazioni tra Balducci e Leozappa: «Senti, Patri’ … il Capo… che tu sappia, sta a casa?». E l’avvocato-genero: «Non lo so oggi… se è, ti risponde proprio lui».

Insomma continuano ad emergere rivoltanti miasmi di corruzione e “amicizie”, favori, aiuti… Povera Italia. In attesa di nuovi sviluppi su queste vicende, possiamo solo ricordare le parole del gip di Firenze “un sistema gelatinoso”.

Luigi Pignalosa

Ricordate l’indagine del Gip Rosario Lupo che a febbraio ci raccontò la corruzione che ha

governato gli appalti della Maddalena e la ricostruzione a L’Aquila? Le escort di Bertolaso

e gli imprenditori che la notte del 6 aprile ridono pensando agli appalti sulle spalle dei terremotati?

Nuove informazioni emergono… – di Luigi Pignalosa

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