Iphone sbloccato, in Italia un lontano miraggio

Un’operazione assurdamente semplice. Acquistare un Iphone e scegliere, per il traffico telefonico, la tariffa più adatta alle proprie esigenze, senza dover sottostare per forza ad obblighi contrattuali e canoni mensili. Una cosa praticamente impossibile in Italia. Talmente impossibile che alla fine, a seguito di una protesta portata avanti dai consumatori sul web, ci si è messa di metto l’Antitrust, aprendo una pratica contro l’operatore 3 Italia.

Motivo della contesa, la promessa avanzata di recente dal gestore telefonico, che millantava la commercializzazione di Iphone finalmente “sbloccati”, come vengono definiti in gergo i dispositivi mobili non soggetti a contratti. Tutto ciò mentre da mesi i clienti continuano a sentirsi rispondere dagli esercenti che al momento questa opzione d’acquisto non è però disponibile. Dalla 3 si difendono sostenendo che si tratta di una scelta dei singoli negozianti non offrire l’iPhone4 sbloccato. Il motivo risiederebbe nello scarso numero di lotti che, al momento, Apple fornisce al mercato italiano.

In pratica i negozi preferiscono riservare agli abbonati i pochi pezzi disponibili in negozio. Con un evidente vantaggio nei guadagni. Coloro che sottoscrivono un abbonamento rappresentano infatti utenti con un maggior valore aggiunto rispetto a quelli con ricaricabile, anche e soprattutto in una prospettiva di lungo periodo, dato che useranno i servizi dell’operatore per tutta la durata del contratto, che attualmente  con 3 ha validità di 30 mesi.

Non è pero dello stesso avviso Alessandro Bruzzi, responsabile dell’osservatorio Sostatariffe.it: «In alcuni casi – dichiara – questo comportamento viola l’articolo 1336 del codice. I negozianti espongono l’Iphone in vetrina con il prezzo senza abbonamento e poi si rifiutano di offrirlo in questa modalità. Di sicuro sono rintracciabili gli estremi di una pubblicità poco chiara. Si utilizzano queste offerte fantasma come specchietti per portare il cliente nei negozi e poi spingerlo verso un abbonamento». L’Antitrust ha comunque preferito riservarsi il diritto di una valutazione più approfondita del caso. E, come al solito, nel frattempo a farne le spese sono i consumatori.

Katiuscia Provenzani