L’universo? Per Hawking Dio non c’entra

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:01

Una bomba esplosa improvvisamente nell’eterno conflitto tra scienza e religione. A gettarla il professor Stephen Hawking, l’astrofisico più famoso del mondo. Una bomba che in realtà è un libro in cui, colui che da molti è ritenuto l’erede indiscusso di Newton e del quale ha ereditato la prestigiosa cattedra all’università di Cambridge, porta avanti senza mezzi termini una teoria molto precisa: l’universo può essersi creato da sé, può essersi creato dal niente e dunque non è stato Dio a crearlo.

L’opera si intitola “The Grand Design”, il grande progetto, ed è stata scritta insieme al fisico americano Leonard Mlodinow. Al suo interno prove e dimostrazioni del fatto che il Big Bang, anziché essere un evento improbabile, spiegabile soltanto con un intervento divino, fu una conseguenza inevitabile delle leggi della fisica. In uno dei passi fondamentali Hawking scrive che “Poiché esiste una legge come la gravità, l’universo può essersi e si è creato da solo, dal niente. La creazione spontanea è la ragione per cui c’è qualcosa invece del nulla, il motivo per cui esiste l’universo, per cui esistiamo noi”. 

Com’era ipotizzabile l’uscita del libro e le dichiarazioni dello studioso hanno generato un vespaio di aspre polemiche a livello mondiale, in particolar modo tra i cattolici più ferventi. Inoltre il dibattito sta tenendo banco a sole due settimane dalla visita in terra inglese, patria dello scienziato, di Papa Benedetto XIV. Dal canto suo la corrente ateista ha accolto la pubblicazione del testo come una grande vittoria della ragione e della scienza, ma è probabile che la diatriba sia destinata a durare a lungo. «Se uno ha fede – ha osservato il professor George Ellis, docente di matematica applicata alla University of Cape Town, nel tentativo di placare gli animi – continuerà a credere che sia stato Dio a creare la Terra, l’Universo o perlomeno ad accendere la luce, a innescare il meccanismo che ha messo tutto in moto, prima del Big Bang o del presunto nulla che lo ha preceduto».

Nel libro viene anche annunciata la prossima formulazione di una “teoria del tutto”, un insieme di equazioni che possono interamente spiegare le proprietà della natura, ciò che è considerato il Santo Graal della fisica dai tempi di Einstein. Ma nel frattempo a dominare è l’antica e mai risolta sfida ragione e fede.

Katiuscia Provenzani