Mistero Sarah Scazzi, troppi ritardi nelle indagini

Taranto (4 settembre 2010) – E’ ancora buio fitto nelle indagini sviluppatesi intorno alla misteriosa scomparsa di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana della quale non si hanno più notizie dal pomeriggio del 26 agosto.

Il procuratore di Taranto Franco Sebastio, che ieri mattina si è voluto rendere conto personalmente della situazione, ha presieduto nella caserma dei carabinieri di Avetrana una riunione alla quale hanno preso parte il pm titolare dell’inchiesta, Mariano Buccoliero, il comandante provinciale di Taranto dei carabinieri, col. Giovanni Di Blasio, e altri ufficiali dell’Arma.

Lo stesso Sebastio non ha voluto sbilanciarsi in merito all’ipotesi investigativa privilegiata al momento: «C’è un procedimento penale contro ignoti – ha riferito ai cronisti – ma non parliamo di tipologia di reato per non dare neppure involontariamente la minima indicazione». Il procuratore del capoluogo ionico, però, ammette: «Fino ad oggi siamo rimasti un po’ dietro le quinte, perché c’era la speranza che dopo tre o quattro giorni, o cinque, arrivasse la telefonata: “sono scappata”. Sa, spesso queste cose succedono. Poi purtroppo con i giorni che passano inizia a diventare preoccupante».

E ancora: «Ci sono ipotesi privilegiate rispetto ad altre, anche se non trascuriamo nulla, neppure quella più remota». Detto in altre parole: non esiste ancora una pista privilegiata.

Unica certezza sembra essere l’abbandono dell’ipotesi fatta nelle prime ore, quella dell’allontanamento volontario di Sarah. Un’ipotesi difficile da avvalorare, dal momento che la giovane è uscita di casa senza soldi, documenti e indumenti di ricambio. Più facile supporre che sia stata avvicinata da qualcuno che conosceva, probabilmente a bordo di un’auto, che si sia fidata e che abbia accettato un passaggio, non potendo sapere che a casa della cugina non ci sarebbe più arrivata.

Probabilmente si tratta allora di un rapimento, sebbene restino oscure le motivazioni precise. Forse per abusare sessualmente della 15enne, forse per vendetta, forse per ricatto (e qui compare la vicenda dell’eredità da 100mila euro).
«I carabinieri stanno lavorando senza lasciare nulla di intentato – ha concluso il procuratore -. Continueremo a cercare, nei limiti dell’umanamente possibile, per non doverci rimproverare niente».

Raffaele Emiliano