Mozambico, guerra del pane: è tornata la calma

Il 70% della popolazione del Mozambico vive sotto la soglia della povertà: incomprensibili i rincari di pane, acqua ed elettricità

Maputo (Mozambico), 4 settembre. La situazione è tornata alla normalità a Maputo, capitale del Mozambico, dopo due giorni di accesa rivolta per la guerra del pane. Sette vittime e 288 feriti è il bilancio finale degli scontri tra manifestazioni e polizia locale per l’ingiustificato aumento del 30% del prezzo del pane, che ridurrà milioni di abitanti già disagiati alla fame.

Secondo fonti governative, tali agitazioni avrebbero causato perdite economiche per circa 3,3 milioni di dollari Usa (circa 2,5 milioni di euro). Nonostante siano ancora in corso i lavori per liberare le strade cittadine dalle barricate utilizzate dai manifestanti, nella capitale la vita è tornata alla normalità. Sono infatti riaperto i battenti la maggior parte delle attività commerciali, comprese banche e negozi di generi alimentari, mentre gli istituti scolastici sono rimaste ancora chiusi.

“Dalle 21 [di ieri sera, ndr] la situazione è tornata la calma – ha riferito Antonio Assis da Costa, direttore del pronto soccorso del Central Hospital di Maputo, al quotidiano keniano “Daily Nation” – Poco più tardi sono arrivati altri feriti, ma l’ultimo caso è stato registrato intorno a mezzanotte”. Secondo lo stesso da Costa, nel suo nosocomio sono stati curati 32 pazienti, molti dei quali feriti dai proiettili di gomma che la polizia ha sparato sulla folla.

Lunghe file davanti ai negozi che vendono pane si sono registrate nella mattinata. Tuttavia, non sono mancate dirette proteste con i venditori per l’aumento. Infatti, il prezzo è lievitato da 6,5 metical (0,17 dollari) a 10 metical (0,26 dollari). Un rincaro esorbitante, soprattutto se si pensa che l’incremento dei prezzi ha colpito anche acqua ed elettricità e che il salario giornaliero di un lavoratore ammonta ad appena 2 dollari.

Le persone non hanno denaro per comprare cibo – ha rivelato Elisa Albino, collaboratrice domestica, visibilmente inferocita e in fila per il pane – Non ne hanno abbastanza e così spesso vanno a dormire senza poter mangiare”. Code di auto affollano anche le stazioni di rifornimento, mentre gli autobus hanno ripreso a girare per la città. Maputo sta tornando a fatica alla vita di tutti i giorni, sebbene non si possa considerar normale l’esistenza di milioni di persone che muoiono di fame poiché incapaci di procurarsi cibo necessario al sostentamento.

Emanuele Ballacci