Sumatra, nuova eruzione del vulcano Sinabung

Il vulcano Sinabung ha sprigionato una colonna di fumo alta più di 3.000 metri

Sumatra (Indonesia), 4 settembre. Una nuova eruzione del vulcano Sinabung si è verificata ieri a Sumatra. Si tratta della terza violenta eruzione nell’arco di sette giorni, dopo un silenzio di oltre 400 anni. La densa nube di fumo sprigionata è alta oltre 3mila metri e ha costretto migliaia di persone ad abbandonare le proprie abitazioni. Nonostante l’evacuazione forzata e il divieto di far ritorno nelle proprie abitazioni, molti residenti si sono opposti, barricandosi nei propri alloggi, contrati all’abbandono della loro terra.

L’esplosione di magma è durata circa 13 minuti e ha causato scosse sismiche che sono state avvertite anche a 8 km di distanza. “Abbiamo avvertito un suono simile al tuono seguito da piccole scosse prima dell’eruzione”, ha riferito un fotografo dell’agenzia di stampa Reuters che si trovava sul posto. Il vulcano Sinabung è alto 2460 metri, perciò la colata lavica ha colpito invaso molti villaggi limitrofi. Questo evento è senza dubbio il più violento e intenso degli ultimi giorni. Circa 20mila persone nel raggio di 6 km dal vulcano sono state tratte in salvo e dotate di mascherine protettive poiché l’aria è irrespirabile, a causa della forte concentrazione di zolfo. Un diffuso strato di polvere grigia e detriti ha coperto abitazioni e terreni, per questo motivo le attività agricole sono state sospese e le scuole sono state chiuse. La visibilità in strada è ridotta ad appena pochi metri, ciò rende estremamente difficoltose le operazioni di evacuazione e di soccorso.

Il risveglio del vulcano ha destato preoccupazione tra gli esperti poiché è impossibile conoscere caratteristiche, peculiarità e durata delle prossime eruzioni, dopo una quiescenza di circa 4 secoli. Tuttavia, il Sinabung non è solo. Infatti, nella stessa area, denominata “anello di fuoco” poiché circonda l’Oceano Pacifico, sono presenti moltissimi vulcani, di cui 129 attivi, ma la maggior parte tuttora dormiente.

Le eruzioni più fatali in quella zona si sono verificate nel 1815, quando il vulcano Tambora provocò 88mila morti e nel 1883, quando il Krakatoa causò uno tsunami che investì l’Indonesia, uccidendo 36mila persone. Finora il bilancio delle vittime è molto minore, tuttavia è impossibile conoscere quando si fermerà l’attività del vulcano Sinabung, data l’imprevedibilità di tali eventi naturali.

Emanuele Ballacci