Discorso di Mirabello, prime reazioni: Lega pessimista, Pdl al contrattacco. Feltri: “Infame è ciò che dice lui”

Maroni: “Valutiamo se andare avanti. Bossi: “Fini contro il Nord, così non può andare”. Questo un breve estratto delle reazioni, nel caso leghiste, al discorso finiano di Mirabello. Non le uniche. Anzi, trasversali. Ad aprire le danze il solito – portavoce è e per primo deve – Daniele Capezzone, Pdl. Puntatina sulle ragioni dell’affare Montecarlo non date, poi accusa ideologica: “antiberlusconismo costante e quasi ossessivo”, ciò di cui il leader di FLi dovrebbe esser permeato, nelle parole dell’ex radicale.

“Insulti e offese contro il Pdl e contro la stampa che a Fini non piace. Con queste provocazioni non si va lontano. Gli italiani – continua – potranno presto vedere se, dopo queste pessime parole, i parlamentari vicini a Fini avranno la lealtà di rispettare il mandato ricevuto dagli elettori, e se voteranno o no i provvedimenti del Governo. Ma questi attacchi costanti contro Pdl, Governo e maggioranza non promettono nulla di buono, e confermano la deriva dei mesi passati”.

“Mi auguro che quello che ha detto Fini sui 5 punti programmatici sia una linea positiva di appoggio in Parlamento e non una tattica di logoramento nei confronti del governo: questo lo capiremo presto”, spiega invece Fabrizio Cicchitto, meno aggressivo del solito, nel suo fare da falco animato – spesso – da attacchi a mano bassa contro sinistra e stampa. Sebbene, spiega comunque, “Fini dovrà riflettere sulla congruità di essere leader di una formazione politica con il suo ruolo di presidente della Camera”. Quanto al presunto “stalinismo” del Cav, accusato dal presidente della Camera, Cicchitto incassa e risponde al mittente. “Tra l’altro, Fini quando dirigeva An non è che ci andava con la mano morbida, addirittura ha estromesso alcuni esponenti per una chiacchiera al bar…”.

E i colonnelli, citati da Fini? A rispondere è La Russa, evidentemente fra quelli, evidentemente punto nell’orgoglio. “Non sono i colonnelli che hanno cambiato generale – spiega – ma è il nostro generale che ha cambiato bandiera. I colonnelli non hanno cambiato generale, anche perchè è stato lui ad indicarci Berlusconi come leader. Piuttosto abbiamo preso atto con profonda tristezza che il nostro generale ha cambiato bandiera. E forse è pronto a cambiarla ancora”.

Non poteva mancare, infine, la replica di Vittorio Feltri, accusato a bocca aperta dall’ex An. “Infame è quello che dice Fini: reclama per se stesso il diritto al dissenso nel Pdl e poi non consente ai giornali, il mio e Libero, di criticare lui. Le nostre, quella de ‘Il Giornale‘ e di ‘Libero‘ sono contestazioni documentate”. Sempre in attesa della reazione del premier: ancora nulla sul fronte arcoriano.

v.m.