Dio è superfluo: Hawking riaccende le discussioni tra atei e credenti

Stephen Hawking

La notizia dell’uscita del nuovo libro di Stephen Hawking ha avuto ampia risonanza in tutto il mondo. The Grand Design, lavoro in cui il famoso astrofisico spiega come l’Universo possa aver avuto origine senza che ci fosse il bisogno di un intervento divino, rappresenta solo l’ennesimo capitolo all’interno di quella contrapposizione tra scienza e fede che da sempre caratterizza la storia umana.

Il Big Bang, sostiene Hawking, è avvenuto perché era necessario. Le leggi fisiche che conosciamo, comprese le più recenti teorie sulla fisica dei quanti in grado di spiegare ciò che è successo nei primissimi istanti dopo l’Esplosione, indicano che esse – da sole – bastavano a dare l’avvio all’Universo. Come già sostenuto da altri scienziati in passato Dio sarebbe, in questa visione cosmologica, un elemento superfluo. Una variabile inutile se non, addirittura, dannosa per la teoria stessa. Perché se ne ammettessimo l’esistenza, ricordano gli studiosi, ci sarebbe l’urgenza di rispondere subito ad un’altra domanda: se Dio ha creato il mondo, chi ha creato Dio?

Il dibattito suscitato dalle tesi di Hawking ha immediatamente assunto una dimensione internazionale. Lo scienziato John Lennox ha pubblicato un articolo sul Daily Mail nel quale afferma che “non si può spiegare l’universo senza Dio. Come scienziato e come cristiano, credo che Hawking si sbagli. Ci chiede di scegliere tra Dio e le leggi della fisica, come se fossero in conflitto. Ma le leggi della fisica, da sole, non possono fornire una completa spiegazione dell’universo.”

L’arcivescovo di Canterbury è intervenuto nella discussione e ha detto al Times che “c’è un ‘agente intelligente’ dietro a tutto quel che succede, e tutte le attività dell’universo dipendono dalla sua esistenza. La fisica da sola non spiega la questione del perché c’è qualcosa invece del nulla.”

Un articolo dell’editorialista cristiana Sarah Sands sull’Independent attacca più il principio che i dettagli della teoria. “Per gente come Hawking e Dawkins [autore dell’Illusione di Dio e noto scienziato ateo, ndr],” scrive la giornalista, “le persone che credono sono pavide o stupide. Mi chiedo come sia possibile essere accecati dalla scienza. Si può rimanere così abbagliati dalle leggi della fisica da non afferrarne il significato? Non sono sorpresa dalla dichiarazione di Hawking che la scienza è Dio e che ha creato tutto. Ma mi colpisce il suo rifiuto della filosofia. Io voglio sapere, proprio come gli uomini di scienza, perché noi viviamo. Ma Hawking sembra voler negare all’umanità la comprensione di ciò che la vita significa.”

Dalle frequenze di Radio Maria, nel suo piccolo anche il baldanzoso don Livio Fanzaga – con sgradevoli commenti sulla malattia degenerativa che affligge da anni lo scienziato (l’audio dell’intervento si trova facilmente su YouTube) – tuona contro Hawking e lo accusa di non conoscere le basi della filosofia: “perché nella mente umana c’è l’idea di un assoluto? Hawking deve leggere Cartesio e Sant’Anselmo d’Aosta.”

Naturalmente, l’ipotesi di cui si parla in The Grand Design ha trovato anche diversi pareri favorevoli, soprattutto in ambito scientifico. Per Richard Dawkins “Dio c’è o Dio non c’è. Non puoi usare ciò che ti sembra giusto come argomento”. Il biologo evoluzionista afferma inoltre che l’intuizione di Hawking potrebbe diventare importante come la ‘pericolosa idea’ di Darwin, nel tentativo della razionalità umana di smarcarsi dal fantasma di Dio. Julian Baggini, editorialista della rivista The Philosophers, sostiene che “se la scienza non ha ucciso Dio, di certo l’ha reso irriconoscibile. Non c’è posto nell’universo di Hawking e di molti altri scienziati per gli attivisti del Dio della Bibbia”. In generale, gran parte degli uomini di scienza si schiera dalla parte della tesi dell’astrofisico.

Tutto ciò ci riporta a quanto successe circa un secolo e mezzo fa. Quando Darwin pubblicò il suo rivoluzionario L’origine delle specie nel 1859, ammise di sentirsi come una sorta di ‘cappellano del diavolo’. Si rendeva infatti conto che la sua nuova teoria screditava gran parte dei dogmi religiosi. La pubblicazione del suo libro, che ha ridimensionato l’importanza dell’Uomo nel cosmo, sarebbe stata rimandata più volte proprio per il timore che le idee contenute potessero creare enorme scandalo.

Oggi l’evoluzione è un fatto che pochi si azzardano a mettere in discussione. Grazie alle idee di Hawking e alle scoperte dei fisici quantistici, forse l’umanità si appresta a compiere il passo successivo? Siamo vicini ad una nuova radicale rivoluzione concettuale? Per il momento, non si possono fare previsioni.

Nel frattempo, le discussioni proseguono senza sosta. E sono, senza dubbio, tutt’altro che noiose.

Gianluca Bartalucci