La Brambilla prende a fucilate la caccia

Il Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla è intervenuta oggi in merito all’attività venatoria, legando la questione non ai pericoli che questa comporta:”In questo periodo dell’annoi – spiega il Ministro –boschi e le campagne sono ancora pieni di turisti e di famiglie con bambini e animali domestici, che hanno tutti i diritti di godere in tranquillita’ del meraviglioso patrimonio ambientale e faunistico nazionale

Ciò che preoccupa la Brambilla sono gli incidenti di caccia, che solitamente colpiscono animali domestici o persone, spesso addirittura  gli stessi cacciatori, che, per un fatale scherzo del destino si sparano tra di loro. Ogni anno sono diverse decine gli esseri viventi che rimangono vittima degli errori dei cacciatori, senza contare che quand’anche chi spara ha una buona mira e centra il bersaglio, comunque, sempre una vittima ha fatto, pur se in questo caso è tutelato dalla legge.

Due gravi incidenti di caccia in un solo week-end  ieri in Sicilia, oggi in Trentino, la dicono lunga sui rischi ai quali l’attivita’ venatoria espone i cittadini e i cacciatori stessi – ha proseguito – aggiungendo che ( i suddetti) – testimoniano una volta di piu’ come la caccia non sia solo un’attivita’ crudele ma anche molto pericolosa”.

Di non molto tempo una dichiarazione del Ministro sottolineava la sua volontà personale di abolire completamente la caccia.  Le risposte dei cacciatori agli attacchi di questo tipo, sono sempre  molte, anche se alcune non appaiono particolarmente concrete. Dire che è giusto sparare e uccidere “per tradizione”, nel 2010, da molti è considerata un’eresia. La stessa cosa si può dire per quanto riguarda la questione “del controllo della fauna”. In questo caso il cacciare sarebbe utile a controllare il numero di esemplari di una certa specie in un dato territorio. Ma, va detto, esistono ormai, nella maggior parte dei casi, specifiche tecniche di sterilizzazione. Basterebbe volerle attuare.

Tralasciando il complesso discorso identificabile nell’espressione “noi cacciamo, ma voi ve lo mangiate”, traviato troppo sovente da furiose quanto inutili polemiche,  a probabile ragione è possibile sostenere che l’attività di un cacciatore può rivelarsi utile quando un animale diventa pericoloso per la società, come ad esempio allo sconfinamento dei cinghiali in alcuni paesi. Specifiche persone addestrate risulterebbero sicuramente utili a salvaguardare la cittadinanza. Certo, in quei casi, è però sempre possibile utilizzare un anestetico piuttosto che del piombo.

A.S.