Parigi apre il sipario: non è la solita sfilata

Galliano, collezione autunno/inverno 2010/11

È la settimana della moda parigina, l’obiettivo è stravolgere le forme, richiamare in voga epoche passate e allo stesso tempo volgere lo sguardo verso scenari futuristici, stupire.

Così la passerella si trasforma in palcoscenico e le modelle in superbe marionette orchestrate dagli stilisti-registi.

Il trucco si fa pesante, le gonne si gonfiano per poi scivolare in morbidi drappeggi, la pelle viene lavorata come fosse seta, il pizzo copre i decolté e le pellicce coronano le spalle.

Le modelle danzano lente sulla passerella e la platea osserva, sogna e ammira.

Lo stilista Galliano, non estraneo a simili rappresentazioni teatrali, fa sfilare madonne bizantine cariche di gioielli, le veste di nero con sinuose trasparenze e le fa contorcere su sé stesse al ritmo di musiche balcaniche.

Hermès invece mette in passerella l’audace impresa di Amelia Earhart, la donna che nel Novecento attraversò in volo l’oceano e  le modelle indossano occhiali da aviatore, borchie e bomber di pelle.

Continua Viktor&Rolf, le sue stampe reinterpretano il Barocco, sembra quasi affrescare le sue stoffe rigorosamente morbide e drappeggiate. Esili modelle sfoggiano il lusso dei salotti settecenteschi incedendo su tacchi vertiginosi.

È questa la risposta della moda alla crisi che avanza: rifugiarsi in un sogno e ricordare lo sfarzo di epoche passate.

Ma quando si chiude il sipario, cosa resta? resta l’armadio di sempre, senza troppi lustrini ma per le fashon victim c’è qualche consiglio pret a porter: guanti lunghi sopra il gomito, grandi cappelli e, ovviamente, bigiotteria che non passi inosservata!

Valentina Bauccio