Carburanti, confermato sciopero di 3 giorni dal 15 di settembre

E’ stato confermato dai gestori degli impianti di rifornimento carburanti lo sciopero nazionale di tre giorni a partire dal 15 di questo stesso mese. Il tutto è valido sia per quanto riguarda gli impianti di rete ordinaria, sia per le aree di servizio autostradali, raccordi e tangenziali cittadine.

I motivi di tale iniziativa verranno resi noti nella giornata di domani, 8 settembre, quando gli organizzazioni di categoria dei gestori, Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio, daranno vita a Roma ad una manifestazione nazionale unitaria, che si svolgerà nella sala Capranichetta, a piazza Montecitorio, alle ore 10.30. All’appuntamento, afferma una nota, saranno presenti diversi esponenti politici, appartenenti a tutte le forza politiche rappresentate in Parlamento.

In Sicilia, a differenza delle altre parti d’Italia, la protesta avrà luogo dal 14 al 16 settembre, per una diversa turnazione dei distributori. Le organizzazioni sindacali regionali, Faib, Fegica e Figisc, hanno, inoltre, comunicato le ragioni che hanno portato alla decisione in questione: l’inosservanza degli impegni assunti in relazione a una vera riforma del settore in merito al protocollo d’intesa del 20 giugno 2008; la mancata strutturalizzazione del Bonus fiscale, la determinazione dei diritti annuali per l’iscrizione al registro delle imprese calcolati ancora al lordo delle accise; il mancato processo di razionalizzazione e ammodernamento della rete; l’assenza di norme per semplificare l’apertura delle attività commerciali collaterali necessarie per lo sviluppo di impianti multifunzionali. Ancora, si evidenzia nel comunicato, in Sicilia, malgrado la presentazione al governo regionale di disegni di legge di riordino del settore carburanti, ad oggi il settore è regolato dalla legge 97/82 “che non risponde alle esigenze del territorio siciliano. L’auspicio è che, in tempi brevissimi, – conclude la nota sindacale – il governo regionale convochi le parti per dare le risposte ad una crisi che sta mettendo in ginocchio i gestori siciliani”.

Mauro Sedda