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Moria d’api: dimezzata impollinazione

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E’ un dato impressionante che non può non far riflettere. Una ricerca promossa dall’Università di Tornonto ha calcolato che negli ultimi venti anni l’impollinazione di alcune piante è diminuita del 50%. Questo enorme deficit è stato causato dalla prograssiva riduzione del numero delle api, insetti capaci di trasportare il polline consentendo alle piante di produrre i loro frutti. Proprio la moria di questi fondamentali insetti potrebbe causare drammatiche conseguenze sulla resa delle colture.

E’ stato un team di studiosi provenienti dall’Università di Toronto ha lanciare l’allarme. I ricercatori sono riusciti infatti a calcolare questa pesante riduzione del numero delle api. In seguito ad uno studio condotto sulle Montagne Rocciose, area in cui si presumeva non fossero presenti gli effetti di pesticidi, inquinamento e attività umane, è stato invece possibile esaminare un vistoso calo degli insetti. I risultati sono stati a dir poco preoccupanti, tanto che il coordinatore dello studio, tale James Thomson, ha parlato di ”avvertimento” per altri Paesi.

La ricerca promossa dallo stesso Thompson è stata portata avanti per circa 17 anni. Si tratta, come si può ben immaginare, del più lungo studio mai condotto su questo specifico argomento. L’approfondita analisi, i cui risultati sono ancora in fase di elaborazione finale, verrà presto pubblicata sulla rivista specializzata Philosophical Transactions of the Royal Society B: Biological Sciences. Secondo i dati raccolti durante il lungo periodo sul campo, la principale causa che ha portato ad una progressiva riduzione del numero di insetti, va riscontrata nei cambiamenti climatici. In particolar modo, i cambiamenti delle stagioni e l’anticipata fioritura delle piante, eventi ormai ai quali siamo abituati, sembrano non corrispondere più al periodo in cui le api sono naturalmente pronte per l’impollinazione.

Di Marcello Accanto