Fini non cede: istituzioni non sono di Berlusconi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:22

Il Presidente della Camera Gianfranco Fini è intervenuto questa sera, a due giorni di distanza dal discorso di Mirabello che ha sancito di fatto la nascita di un percorso autonomo al PdL e al berlusconismo, per chiarire che continuerà a ricoprire il proprio ruolo istituzionale fino al termine della legislatura.
“La Presidenza della Camera – ha spiegato – non è una dependance di Palazzo Chigi o di Berlusconi“.
Una risposta chiara a quanti, Berlusconi e Bossi in primis, avevano richiesto in queste ore le dimissioni del Presidente in quanto non godrebbe più dell’approvazione della maggioranza delle Camere e avrebbe tradito il principio di imparzialità che ne dovrebbe caratterizzare il mandato.

Proprio oggi, infatti, il Presidente del Consiglio e il senatur avevano annunciato l’intenzione di salire al Quirinale per chiedere al Capo dello Stato di intervenire; lo stesso Napolitano, intanto, ha fatto sapere, a margine di un incontro con la presidente finlandese Tarja Halomen, che “ad oggi non e’ ancora intervenuta alcuna richiesta di incontro” da parte di esponenti della maggioranza.
Un incontro che, in ogni caso, preluderebbe ad una richiesta palesemente incostituzionale, se si considera che, salvo casi di eccezionale gravità quali il tradimento della patria, non spetterebbe al Presidente della Repubblica quanto, piuttosto, in caso di impeachment, al Parlamento richiedere la sfiducia di Fini rispetto al suo ruolo istituzionale.

L’attacco al Presidente della Camera è vissuto come prioritario in particolar modo dai berlusconiani, guidati ormai anche dagli ex colonelli di Alleanza Nazionale, Gasparri e La Russa in testa, mentre la Lega, come ricordato ancora in serata da Bossi, è sempre più propensa a spingere, magari concordando con Berlusconi una “crisi guidata” dell’esecutivo, verso nuove elezioni.
“Stare nel pantano non serve a nessuno: – ha spiegato il senatur – bisogna andare a votare a novembre, che è l’unica finestra possibile perchè l’economia in questo momento, grazie a Tremonti che ha sistemato tutto, è tranquilla”.
“La strada – ha concluso – va studiata con Napolitano”.

Mattia Nesti

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