Messina, nel Policlinico degli scandali arrivano gli ispettori

Sembra non avere più fine il caso Messina. La vicenda, iniziata con la lite in sala parto tra due medici e che poteva costare la vita ad una partoriente ed al suo bambino, è giunta ad un altro capitolo. La nuova puntata vede la regia del ministro per la Salute Ferruccio Fazio e ha per protagonisti gli ispettori inviati sul posto al fine di chiarire la situazione, aggravata ulteriormente da altri episodi emersi nelle ultime settimane. 5 in tutto , 3 inviati dal Ministero e 2 dall’Assessorato regionale.

Giunti ieri mattina presso la struttura dovranno svolgere in questi giorni un triplice compito: valutare la gestione sanitaria del Policlinico, ascoltare i medici indagati e ispezionare i reparti del nosocomio. L’incredibile rissa tra ginecologi rappresenta soltanto il primo atto di una tragedia che rischia di inficiare definitivamente la reputazione di un luogo che sembra ormai essere diventato un danno per i propri pazienti. La verifica servirà infatti a fare luce anche sulla vicenda del feto abortito in bagno a causa, pare, della mancata assistenza da parte di medici obiettori di coscienza, e sulla morte dubbia di una 60enne.

Senza poi tralasciare la relazione presentata dai Nas, all’interno della quale sono riportate gravi carenze riscontrate nel policlinico messinese. Vengono citate nello specifico scarse condizioni igienico-sanitarie sia in ambito strutturale che tecnico, nonché l’esistenza di gravi e pericolosi fenomeni quali l’accumulo di medicinali accantonati nelle corsie ed il mancato rispetto del “percorso sporco-pulito”. Quello della commissione incaricata sarà un accertamento di natura documentale, ma e’ prevista anche l’ispezione vera e propria dei reparti.

Sulla vicenda è intervenuto nelle ultime ore anche il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, condannando e stigmatizzando quanto ripetutamente avvenuto in quella che è considerata una delle strutture più importanti in terra siciliana. Lombardo ha però anche denunciato un forte atteggiamento razzista che porta a valutare la gravità di alcuni episodi tenendo conto della zona geografica in cui accadono. «E’ fondamentale che non si dimentichi – ha dichiarato – ciò che è accaduto in passato a Roma o in alcune cliniche private lombarde».

Katiuscia Provenzani