Morte Tomizawa, aperta un’inchiesta e disposta l’autopsia

Tomizawa soccorso sulla pista di Misano

Paolo Giovagnoli, procuratore della Repubblica di Rimini, ha aperto un’inchiesta sulla morte di Shoya Tomizawa. In queste ore il pm sta valutando quale ipotesi di reato formulare: quasi certamente si tratterà di omicidio colposo a carico di ignoti. Dopo l’ispezione esterna del corpo di Tomizawa, il magistrato ha ordinato il sequestro delle tre moto coinvolte nell’incidente, quelle di De Angelis, di Redding e del giovane giapponese. A breve verrà disposta l’autopsia.

Gli aspetti controversi sono due: il comportamento dei soccorritori e l’ora della morte. In particolare, Giovagnoli vuole accertare se abbia avuto conseguenze sul decesso del pilota la sua caduta dalla lettiga, avvenuta perché uno dei soccorritori è inciampato nella ghiaia a bordo pista. Non solo: si dovrà chiarire se i soccorsi sono stati tempestivi e adeguati rispetto ai mezzi in dotazione e agli equipaggiamenti utilizzati.

L’ora del decesso, poi, è un mistero. Dopo l’incidente, avvenuto alle ore 12.36 sul circuito di Misano, Tomizawa è stato caricato su un’ambulanza, dove ha ricevuto le prime cure (lunghe: 6-7 giri della gara) per poi essere trasportato all’ospedale di Riccione. Qui, alle 14.19, è stato dichiarato il decesso.

Qualcosa, però, non torna. Appena finita la gara della MotoGp, Jorge Lorenzo ha ammesso davanti alle telecamere: “Quando siamo partiti eravamo già a conoscenza della morte di Tomizawa“. Impossibile, visto che ufficialmente la morte è avvenuta del bel mezzo del Gran Premio. Le parole di Valentino Rossi, poi, hanno aumentato i dubbi: “Quando ho visto l’ambulanza muoversi così lentamente ho capito che non c’era più nulla da fare“.

Il sospetto, insomma, è che Tomizawa sia morto sul colpo, e non due ore dopo all’ospedale di Riccione. Ma a che scopo la Dorna, società che cura l’organizzazione del Motomondiale, avrebbe dovuto mentire sull’ora del decesso? Il punto non è tanto l’ora, ma il luogo. Se la morte del pilota fosse stata constatata all’intero del circuito di Misano, sarebbe stato obbligatorio sospendere la gara di Moto2 e annullare quella di MotoGp. Dichiarando, invece, che Tomizawa è morto a Riccione, lo “show” è andato avanti, senza alcun danno di tipo economico.

Pier Francesco Caracciolo