Moschea a Milano, l’Unione Comunità Islamiche ringrazia Tettamanzi. Niet della Lega

Tra i temi caldi, a mezza altezza tra cronaca e politica. Le prime pagine la questione moschea a Milano le meriterebbe tutte. Se la vita politica italiana non fosse così convulsa e irrefrenabile. Il dibattito, intanto, anima la città lombarda. A far discutere, fra tutte, le parole del cardinale Tettamanzi, una vera e propria apertura. Izzedine El Zir, , l’Unione delle Comunità Islamiche in Italia, desidera ringraziarlo ai microfoni della stampa: “Ringrazio il cardinale, che mostra sempre la sua capacità di accogliere l’altro”.

E’ stato solo qualche giorno fa, infatti, che il cardinale Tettamanzi su Repubblica ha apertamente difeso il diritto dei cittadini di fede musulmana a “praticare la loro fede nel rispetto della legalità”, esortando l’amministrazione a trovare una via d’uscita sulla questione in tempi rapidi. Non sono mancate, ovviamente, voci contrarie e risposte di sostegno all’esternazione del cardinale.

Massimo Cacciari, ex sindaco Pd di Venezia, si è detto infatti favorevole alla costruzione di un luogo di culto, a patto però che non venga costruita a spese del Comune. Quanto al municipio, è il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato a non reputarne prioritaria la costruzione, arrivando a proporre un referendum. Manco a dirlo, assolutamente contraria la Lega. ”Sono il ministro dell’Interno, non un costruttore di moschee”, è stata la replica di Roberto Maroni. ”Se il cardinale ha fretta e ha già dimenticato l’occupazione del sagrato del Duomo, ospiti gli islamici nei suoi immensi palazzi”, gli fa eco Matteo Salvini, eurodeputato.

L’Unione delle Comunità Islamiche in Italia, per bocca di Izzedine El Zirha, si dice quindi onorata della proposta di Tettamanzi. “Innanzitutto vorrei ringraziare il cardinale, che mostra sempre la sua accoglienza e la sua capacità di accogliere l’altro”, ha infatti spiegato il presidente dell’UCOII a CnrMedia. “Detto questo – ha continuato – vorrei dire che a Milano abbiamo diverse moschee, diverse sale di preghiera. Si tratta di uscire da luoghi non così degni per (trovare) luoghi degni non solo per la comunità islamica ma anche per Milano e per tutto il nostro Paese. La questione è che purtroppo i nostri politici non arrivano a governare la novità. Non arrivano a governare il futuro e il presente. Vogliono rimanere ancora sempre nel passato”. Solidarietà tra confessioni: politica invasiva?

v.m.