Ostuni, nasce la Fondazione per la Dieta Mediterranea

Il 28 ottobre nascerà ad Ostuni, in provincia di Brindisi, la Fondazione della Dieta Mediterranea. La cittadina pugliese diventerà così il volano internazionale di una dieta che ha consentito agli italiani di conquistare il record di longevità con una vita media nettamente superiore a quella europea.

E’ quanto ha dichiarato il presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, al termine dell’incontro avuto oggi pomeriggio con il sindaco di Ostuni, Domenico Tanzarella, e il professor Gaetano Crepaldi, Direttore della Sezione Invecchiamento del Consiglio Nazionale delle Ricerche nonché uno dei maggiori esperti della dieta mediterranea.

La dieta mediterranea è un metodo alimentare fortemente benefico  che l’Unesco ha deciso recentemente di inserire nel Patrimonio dell’umanità. L’Italia è il paese simbolo di questo tipo di cucina, la provincia di Brindisi un crocevia probabilmente unico al mondo per la produzione di olio d’oliva, pasta e vino e Ostuni la città che meglio si presta a sintetizzare il connubio tra salute e bellezza artistica.

Gli scopi della Fondazione saranno: la prevenzione delle malattie croniche associate all’alimentazione; la ricerca sui componenti principali della dieta; gli studi per il miglioramento di tali componenti; la diffusione delle conoscenze acquisite e il marketing territoriale.

“La Fondazione sarà aperta anche ad altri soci – ha continuato Ferrarese. Inviteremo immediatamente la Camera di Commercio e tutti i Comuni per acquisire il loro interesse; coinvolgeremo le scuole alberghiere e agrarie del nostro territorio, i produttori di olio, vino, pasta, mandorle e di tutti quei prodotti che fanno parte della dieta mediterranea e le loro associazioni”.

Tra le proposte formulate oggi, vi è la possibilità di istituire a Ceglie Messapica una scuola per la Dieta Mediterranea e la volontà di coinvolgere tutte le scuole del territorio per far capire ai giovani quanto sia importante mangiar sano, e di conseguenza quanto sia importante mangiare i prodotti naturali e “caserecci”.

“Infine – ha concluso Ferrarese – faremo in modo che i ristoranti della nostra provincia affianchino, ai loro, un menù ad hoc che rispetti i principi della Dieta Mediterranea. Attraverso tutte queste iniziative potremmo attrarre turismo per la nostra provincia che diventerà appetibile, oltre che per le numerose e pregevoli bellezze architettoniche e naturalistiche, anche per essere luogo in cui si mangia bene e si mangia sano”.

Adriana Ruggeri