Privatizzazione Tirrenia, positivo l’incontro di ieri. Caronia: “Sciopero revocato”

“La privatizzazione di Tirrenia riprende la giusta rotta”. Ad intervenire sulla vertenza della compagnia di navigazione italiana, all’indomani dell’incontro svoltosi presso il Ministero dei Trasporti, è il segretario nazionale dell’Ugl Mare, Pasquale Mennella. “Il verbale che abbiamo sottoscritto – ha detto Mennella – contiene le indicazioni auspicate dal sindacato per salvaguardare non solo i circa 4000 lavoratori del Gruppo, ma anche la continuità territoriale dei servizi”.

Secondo il leader sindacale è, inoltre, positivo “che le parti interessate si siano impegnate a chiedere alla Ue la proroga delle convenzioni rispetto al termine iniziale del 30 settembre, evitare lo smembramento delle rotte, fornire adeguate garanzie economiche per la gestione ordinaria dell’azienda e proseguire lungo la strada del confronto sulle tematiche del lavoro”. Il segretario conclude poi promettendo assoluto impegno su tutti i fronti, “affinché gli accordi presi siano rispettati”.

Intanto, il Segretario Generale della Uiltrasporti, Giuseppe Caronia, ha fatto sapere che lo sciopero dei lavoratori della Tirrenia è stato revocato, confermando così l’esito decisamente positivo dell’incontro di ieri. “L’accoglimento da parte del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli – ha detto – e del Governo delle richieste da noi avanzate come precondizione per riprendere un confronto di merito sul processo di privatizzazione di Tirrenia e Siremar quali, la garanzia della continuità aziendale in attesa di procedere alla vendita dei complessi aziendali anche separatamente e, quindi, il non ricorso allo spezzatino, il mantenimento dei livelli occupazionali, la continuità contrattuale, l’impegno alla proroga delle convenzioni, ci porta ad esprimere un giudizio positivo sull’esito dell’incontro di ieri, 6 settembre. Lo sciopero, inizialmente indetto per il 30 e 31 agosto e differito in attesa del suddetto incontro, – ha concluso Caronia – è revocato”.

Mauro Sedda