Ryder Cup 2010: convocato Tiger Woods

Non si poteva lasciare a casa il numero uno del golf mondiale così Corey Pavin, capitano degli Usa alla prossima Ryder Cup 2010, ha convocato Tiger Woods per la sfida all’Europa in programma dall’1 al 3 ottobre sul percorso gallese di Celtic Manor. Oltre al californiano, nominato per terzo dal capitano, Pavin ha aggiunto alla squadra Stewart Cink, Zach Johnson e Rickie Fowler.

Ecco gli 8 qualificati in automatico già dalla fine del Pga Championship: Phil Mickelson, Hunther Mahan, Bubba Watson, Jim Furyk, Steve Stricker, Dustin Johnson, Jeff Overton e Matt Kuchar.

Collegato telefonicamente, come gli altri convocati, alla conferenza stampa di presentazione organizzata per l’occasione al New York Stock Exchange, Tiger Woods ha espresso tutta la sua felicità per la convocazione: “Sono davvero contento di essere parte della squadra, essere selezionato è un. Sono già stato in Galles: non vedo l’ora di tornare con la speranza di vincere la Ryder Cup. Per me è un periodo di transizione a livello di gioco, ma sto migliorando e questo mi facilita le cose. Aver fallito la qualificazione automatica e aver ricevuto una wild card non cambia il mio atteggiamento verso questa competizione: sono parte della squadra e tutti insieme cercheremo il successo“.

Queste invece le parole del capitano Corey Pavin: “Ho completato le scelte in nottata. In precedenza avevo parlato con i miei vice e gli 8 giocatori già in squadra, ma alla fine mi sono basato sulle mie sensazioni, su quello che ritenevo meglio per la squadra. Ero molto contento dopo aver saputo i nomi degli 8 giocatori qualificati automaticamente e sono molto contento adesso. Ci sono tante possibilità per le coppie, visto che tutti possono giocare con tutti. Parlerò con i giocatori nelle prossime due settimane per fare le scelte migliori. Tiger? Vederlo migliorare è stato bello, ma è solo uno dei 12 membri della squadra e quindi ha la stessa importanza degli altri giocatori. Speravo si qualificasse automaticamente, invece non ce l’ha fatta. Nel frattempo io ho continuato a vedere come giocava. Con lui ho parlato ieri sera: gli ho chiesto se gli sarebbe piaciuto far parte della squadra, lui mi ha risposto che ne era entusiasta e si è messo a mia completa disposizione. E’ quello che ogni capitano vorrebbe sentirsi dire“.


Paolo Piccinini