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Sesso e giovani, aumenta l’uso dei contraccettivi

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Precoci, disinibiti, ma non più del tutto incoscienti. Non si può ancora parlare di sesso pienamente consapevole, ma i numeri diffusi oggi dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo) sembrano andare nella direzione giusta, facendo sperare in un’inversione di tendenza rispetto al passato.

Nei mesi scorsi la Sigo aveva lanciato la campagna estiva itinerante di informazione sulla salute sessualeTravelsex”, dedicata alla contraccezione e alla prevenzione in viaggio, con cui la Sigo ha studiato le abitudini di 4.000 adolescenti italiani per 10 settimane – dal 16 giugno al 23 agosto – toccando altrettante città in tutta la penisola e distribuendo materiale informativo.

Sul totale dei ragazzi coinvolti, con un’età media di 19 anni, l’88 % dei ragazzi ha dichiarato di avere già avuto rapporti sessuali (il 19 % con più di 5 partner, mentre il 61 si è lasciato andare almeno una volta a un rapporto occasionale durante le vacanze) e il 28 % ha dichiarato di aver modificato le proprie abitudini sessuali, facendo maggiore attenzione al concetto di protezione. Durante l’estate trascorsa, 6 ragazzi su 10 hanno avuto almeno un rapporto sessuale occasionale e tra questi ben il 72% ha usato contraccettivi (il 20% ne ha portati una buona scorta in valigia). Se da un lato però c’è una maggiore consapevolezza, dall’altro preoccupa l’importanza che si dà al coito interrotto: 2 ragazzi su 10 dichiarano di usarlo (23%). Il preservativo invece viene scelto dal 50% del campione, la pillola dal 18%, tutto il resto (spirale, cerotto etc) copre il 12% degli intervistati.

Spiega Emilio Arisi, consigliere Sigo: “la maggior promiscuità sessuale è uno degli elementi che rendono i giovani particolarmente vulnerabili ma esistono anche altri fattori sia ormonali sia dovuti a una maggior fragilità del tessuto che riveste il collo dell’utero dell’adolescente rispetto alle persone adulte. Circa i due terzi di tutte le malattie sessuali trasmissibili si presenta infatti negli under 25″.

Le cose stanno comunque migliorando, come evidenzia la ricerca, e la situazione fa ben sperare. “Siamo lontani da una situazione ideale ma dal nostro sondaggio emerge una certa inversione di tendenza – afferma Giorgio Vittori, presidente della Sigo che oggi a Roma ha presentato i dati dell’indagine”.

Adriana Ruggeri

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