Ferrero: falsa notizia nostre candidature in lista Pd

Roma (10 settembre 2010) – Dopo il Partito dei Comunisti italiani, anche Rifondazione comunista smentisce l’ipotesi, comparsa in un ‘retroscena’ sul Corriere della sera, di un accordo per candidare esponenti dei partiti di sinistra all’interno delle le liste del Pd. “La notizia secondo cui il sottoscritto e Diliberto si candiderebbero all’interno delle liste del Pd – afferma in un comunicato il segretario del Prc Paolo Ferrero – è falsa e destituita di ogni fondamento. Non ce lo ha mai proposto il Pd e non lo abbiamo mai proposto noi”.

Per il leader di Rifondazione comunista tale ipotesi “è così assurda che nonostante la fantasia non difetti non è mai venuta in testa a nessuno. La Federazione della Sinistra – di cui Prc e Pdci fanno parte insieme ad altre componenti della sinistra – ha proposto da mesi la costruzione di una alleanza democratica finalizzata a sconfiggere Berlusconi, a difendere la democrazia e a cambiare la legge elettorale in senso proporzionale. L’ho fatto personalmente nel mio intervento alla Manifestazione unitaria delle opposizioni in difesa della democrazia che si è tenuta in Piazza del Popolo il 13 marzo scorso, lo ha riproposto Bersani qualche giorno fa. Questo è l’oggetto di pubblico confronto tra noi e il Pd: la costruzione di un fronte democratico per battere Berlusconi e superare l’emergenza democratica, non la partecipazione all’Ulivo, al governo né tantomeno la partecipazione nelle liste del Pd”.

“In secondo luogo – prosegue Ferrero – non ci è mai stato proposto nessun scambio sulle primarie e forse è bene ricordare che Rifondazione Comunista è l’unico partito oltre a Sel che ha appoggiato Vendola nelle primarie in Puglia”.

Il numero uno del Prc torna poi sulla polemica scoppiata in seguito alle voci, circolate qualche giorno fa, riguardo all’ipotesi di assegnare un ruolo all’interno del partito a Francesco Piccioni, ex brigatista. “Per quanto riguarda Francesco Piccioni, dopo aver pagato il suo pesante debito con la giustizia, è oggi giornalista del Manifesto che conosco da anni. Non è dipendente di Rifondazione Comunista ne è in procinto di diventarlo. Non è il mio portavoce ne è in procinto di diventarlo, così come non ha alcun incarico a Rifondazione Comunista. Mi dispiace – conclude il segretario di Rifondazione – che dopo i casi Boffo e Fini continui l’uso delle relazioni tra le persone a fini di distruzione politica”.

Raffaele Emiliano