Lo spogliarello sexy per salvare la foresta

Non-violenza, salvaguardia dell’ambiente, lontananza da qualsiasi partito politico e associazione privata: sono questi i principi che fanno di Greenpeace uno dei più grandi movimenti ambientalisti del mondo. La sua forza sta nella consapevolezza che, se il movimento ha raggiunto l’importanza che ha oggi, lo deve esclusivamente a sé stesso, agli ideali condivisi sia dai suoi fondatori, sia da tutte le persone che nel mondo lo sostengono e ne condividono la missione.

E’ per scuotere le coscienze e far sì che tutti aprano gli occhi sui problemi dell’ ambiente (in particolar modo la deforestazione), che Greanpeace International ha lanciato uno spot piuttosto singolare: uno streap-tease.

Il video è stato pubblicato su repubblica Tv e in pochissimo tempo ha cominciato a circolare nella rete, ottenendo il risultato sperato: proprio quello di far parlare della deforestazione. A muoversi, sullo schermo, una donna, in pose sensuali e accattivanti; efficace l’effetto vedo-non vedo, che attrae sempre più l’attenzione fino al momento topico: ecco che l’inquadratura scende in basso e la donna si sfila le mutandine, ma ad apparire è una foresta, accompagnata dalla scritta: “Save our forests”.

Ebbene, lo spot-strip targato Greenpeace è stato un successo, ma, mentre sono stati tutti positivi i commenti dei ragazzi e degli uomini che l’hanno guardato, aspre si sono rivelate le critiche del mondo femminile. “Come sempre il corpo della donna è mercificato e sfruttato”: è questo quello che le donne dicono circa la nuova pubblicità della Greenpeace International. Ma il movimento ambientalista si fa beffe anche dell’uomo: accanto a Save Our Forest ha dato vita anche a un servizio fotografico tutto al maschile, dal titolo “Get it wild and uncensored”.

Quindi nessuna differenza sessuale, soprattutto da parte di chi si batte per una causa comune: quella della salvaguardia ambientale. Insomma, il video in questione ha un unico obiettivo, quello di innescare in chi lo guarda una presa di coscienza. E, stando al successo che ha avuto in così poco tempo (è stato pubblicato ieri da repubblica e ad oggi è al secondo posto dei video più visti nel mondo), è evidente che un passo importante per il raggiungimento di questo obiettivo è stato fatto, almeno da Greenpeace International.

Angela Liuzzi