Penati: in arrivo da Milano la scossa che rianimerà il Paese

Filippo Penati col segretario del Pd

L’ex presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, è “elettrico”. Durante il suo intervento alla festa torinese del Pd, ieri sera, il capo della segreteria politica di Pier Luigi Bersani lo ha detto più volte: “Le nostre primarie saranno per Milano una scarica elettrica“.

Per Penati il rilancio del centrosinistra è imminente e porterà con sé una ventata di aria nuova. “Sarà una scossa forte – ha spiegato il democratico – che rianimerà la politica di una città che dopo aver subito 20 anni di governo di centrodestra – ha aggiunto, ricorrendo alla metafora medica – vive in arresto cardiaco. Non ha più battito del cuore”.

“Il partito democratico con le primarie milanesi – ha continuato Penati dal palco di Torino – darà avvio a una riscossa civica con le forze politiche del centrosinistra che vorranno partecipare alla consultazione”. Di più: per l’ex presidente della Provincia la “scossa” che animerà Milano è destinata a propagarsi nel resto del Paese: “Sono convinto che la storia politica italiana – ha scandito – ancora una volta passa per Milano e affida ai milanesi il compito di avviare il cambiamento nel Paese”.

Una responsabilità pesante, che impone una partecipazione importante da parte di tutti. Con la speranza che un cambiamento sia possibile. Per il capo della segreteria di Bersani, le persone che hanno ufficializzato la loro candidatura alle primarie hanno già segnato l’avvio della svolta. “I candidati che hanno già accettato, per dirla con le parole dell’arcivescovo Tettamanzi, di buttarsi nella mischia – ha detto Penati ai festanti del Pd – hanno una levatura tale che, da sola – ha notato – è prova del desiderio di rinascita della città”.

Nelle primarie “fantasticate” dall’ex presidente della Provincia di Milano, infine, c’è spazio per tutti: “Mi auguro che alle primarie – ha detto – partecipi anche l’Idv e che valutino di parteciparvi con un proprio candidato. Saranno delle primarie vere – ha concluso – e uno spazio di democrazia vero”.

Maria Saporito