Royal Garden Party: la regina apre le porte di casa

I maestri della cerimonia sono certamente gli inglesi, conservano intatte le loro tradizioni e ne fanno vanto in tutt’Europa così il Royal Garden Party è diventato l’emblema del bon ton britannico.

Ogni anno, fin dalla lontana età vittoriana, la regina apre i giardini di Buckingham Palace per gustare il tè con ben ottomila ospiti (questo il numero degli invitati all’ultimo party del 22 giugno).

Ma non si tratta solo di rampolli, a casa della regina è felicemente ammessa anche la middle-class. Gli inviti vengono recapitati sia a tutti i membri del Parlamento, sia a istituzioni pubbliche, forze armate, enti di beneficienza, corpo diplomatico, insomma l’idea è di ricreare la società inglese nel giardino reale.

Il portavoce di Buckingham Palace assicura: “è un evento informale” ma come vi comportereste nell’eventualità di sorseggiare del tè di fronte la regina?

In questi casi sarebbe bene avere un prontuario di buone maniere da imparare a memoria, purtroppo però il Garden Party si basa su tacite regole, né scritte né dette.

Ma la tradizione britannica parla da sé; ecco sfilare cappelli dalle improponibili decorazioni, colori pastello per gli abiti da cocktail, guanti in tinta e frak o uniforme per gli uomini.

Allo scoccare delle 17:00, ora del tè, questi rigidi figurini avanzano verso i 125 metri di banchetto, è questo il momento in cui le tanto celate differenze di classe si notano.

C’è chi spinge per afferrare il sandwiche e chi attende il dissiparsi della folla, c’è chi gusta i biscottini disteso sul prato, chi in piedi, c’è chi scatta foto agli ospiti-vip e chi si mette in posa.

Tra gli invitati, esclusivi e non, passeggia la regina Elisabetta indossando un orrido abito limone e dispensando sorrisi, la banda suona e l’orgoglio inglese si innalza verso la bandiera nazionale.

Il Garden Party è davvero così informale?

Valentina Bauccio