Scajola: vendo la casa e non torno a Roma

Quella casa di fronte al Colosseo, acquistata a un prezzo di favore, gli è costata comunque cara. Per questo l’ex ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha deciso di venderla, tranciando il filo che lo lega a quell’immobile foriero di chiacchiere e veleni.

“Ho dato mandato di venderla – ha dichiarato oggi in un’intervista al “Corriere della Sera” – Mi riprendo il mio prezzo e la differenza rispetto a quello che avevo versato so già a quali organizzazioni di beneficenza darla. Come ho già detto – ha precisato – nella famosa conferenza stampa”.

Ritorna indietro Scajola, rispolverando il giorno in cui diede comunicazione alla stampa (e al Paese tutto) della sua intenzione di rassegnare le dimissioni. Disse, allora, di essere all’oscuro delle “manovre” perpetuate da Zampolini e Anemone per l’acquisto del suo immobile in via del Fagutale. A un prezzo stracciato. “Lo so che ho fatto la figura del deficiente – ha ripreso Scajola – ma era la pura verità. E intanto l’avviso di garanzia, che secondo i giornali mi doveva arrivare da un momento all’altro per riciclaggio, non mi è mai arrivato“.

Intanto però l’ex ministro è tornato a far visita al premier. “Mi ha fatto piacere di essere stato accolto con calore – ha dichiarato – Felice di aver visto Berlusconi. Mi sembrava doveroso stare vicino a Silvio Berlusconi in questo momento. Lui è un uomo comunque dispiaciuto – ha spiegato – dai toni della polemica e da quello che è successo. Lui è un uomo d’affari. Non è un uomo di chiacchiere. Ha dedicato una parte della sua vita alla missione Italia – ha continuato Scajola – con l’illusione di fare del nostro Paese un giardino come quelli delle sue ville e invece ora si sente schiacciato a doversi occupare solo di polemiche”.

Quanto a tornare sulla scena politica, l’ex ministro, non ci pensa ancora: “Ci vuole tempo – ha spiegato – Cerco di ritrovare il mio equilibrio. Io ho sentito la morte dentro. Ho preso un pugno fortissimo nello stomaco, non capendo da dove arrivava. Sto qui che penso. Metto ordine nel mio archivio – ha continuato – nelle carte. Leggo. Metto da parte”.

“Ma è troppo presto – ha ribadito – Ogni volta che vengo (a Roma, ndr) non vedo l’ora di tornare a casa”. In quella ligure, ovviamente.

Maria Saporito