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Uno studio sulla massoneria: origine, sviluppo, intenti. Marx. – Parte II.

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Introduzione

Lo scopo di questo approfondimento è cercare di dare una risposta alla domanda: è presente un’ azione delle massonerie sulla realtà? Se sì, quanto incide la massoneria sui fatti di dominio pubblico e sui meccanismi sociali della nostra epoca? Ciò è importante perché, se questo fenomeno esiste ed è dilagante, allora coinvolge tutti noi, influenza la vita pubblica e privata di milioni di persone.

La prima parte dell’approfondimento aveva come scopo quello di individuare alcuni elementi basilari per l’indagine sulla massoneria. Il primo, da avere sempre presente, è una definizione sommaria di massoneria in generale: la massoneria può essere definita come una alleanza fra individui che segretamente aderiscono ad un patto che li rende consapevoli degli intenti, degli scopi comuni che in genere sono riassunti nel “programma” che la loggia si prefigge. Il compimento del programma è il trionfo di una massoneria.

In tal modo si può comprendere in che senso mafia, camorra, organizzazioni criminali sono solo massonerie più “popolari”, senza “ideali alti” mentre altre logge che si prefiggono un piano eversivo (come ad esempio nel caso della P2) oppure l’obiettivo di influenzare scorrettamente lo svolgersi della vita democratica di un paese (come lo scandalo sull’eolico, la nuova “P3”) o il raggiungimento di ideali ostili ai diritti fondamentali degli uomini sono esempi di crimini da parte di “logge elitarie” non popolari.

Il nostro percorso ha già affrontata la nascita della moderna massoneria (vai alla parte I), adesso ci inoltreremo nello spinoso problema del suo influsso sulla nascita del marxismo e della rivoluzione in Russia. Nelle prossime parti affronteremmo il problema dell’influsso delle sette segrete sul nazionalsocialismo in Germania, ancora un passo avanti lo faremo indagando i misteriosi legami fra eventi recenti e l’opera occulta delle massonerie. Infine concluderemo questo approfondimento con un breve excursus sull’attuale configurazione del problema. Ogni singola tappa di questo percorso sarà corredata di una bibliografia minima di riferimento, per permettere al lettore un confronto sui testi.

Il Marxismo: esoterismo e legami con le organizzazioni segrete mistiche

La rivista “Hiram”, organo ufficiale del Grande Oriente di Italia, ci dice che Marx era membro della loggia Apollo di Colonia. Affermare che Marx sia stato membro di una qualsiasi massoneria non sarebbe di per sé una affermazione di particolare rilevanza se si ritrovasse unicamente una sua affiliazione ad una organizzazione “illuministica” nel senso di “razionalistica”. Tanti uomini importanti e degni di rispetto sono stati e sono membri di associazioni a carattere elitario che non hanno particolari scopi ideologici e si limitano a offrire momenti di aggregazione ai propri iscritti. Più sorprendente sarebbe dover immaginare che sia stato un seguace di Adam Weishaupt e del suo movimento esoterico, basato su una religiosità inneggiante ad una umanità superiore che domina e dirige le sorti dell’umanità inferiore. Ma un particolare fastidioso e ancor più sorprendente per chi è legato, sentimentalmente e ideologicamente, al movimento di pensiero nato dall’opera di Marx, sarebbe scoprire che Marx abbia nascosto tra le righe delle sue opere dottrine di carattere religioso, poiché insorgerebbe una flagrante contraddizione fra il pubblico auspicio di liberazione dalle religioni ed una sua eventuale divulgazione di dogmi di una qualsiasi religione. Infine, assolutamente sconvolgente sarebbe constatare che Marx sia stato un satanista.

A questo proposito giova considerare innanzitutto che chi scrive è stato per un certo tempo seguace del marxismo. Nato in una famiglia di tradizione comunista, immune perciò da ogni forma di indottrinamento cattolico o religioso, ho fin da piccolo considerato il socialismo scientifico una filosofia preziosa, positiva, veritiera, ho perciò approfonditamente studiato l’argomento da un punto di vista storico e filosofico. Studiando anche altre dottrine ho potuto però rintracciare alcuni particolari illuminanti e vi sono giunto non perché spinto da maestri, professori o catechisti, ma seguendo da solo il sottile filo rosso della filosofia e della storia.

Quanto al rapporto fra Marx e Weishaupt, la ricerca di Gary Allen conferma che nel Manifesto Comunista il solo lavoro di Marx “è stato di postdatare e di codificare i principi e i progetti fissati 70 anni prima da Adam Weishaupt, il fondatore dell’Ordine degli Illuminati di Baviera, di cui la Lega degli Uomini Giusti non era che una emanazione” (vedi Parte I dell’approfondimento).

Su questa base si può quindi approfondire il rapporto di Marx con le dottrine religiose. Un particolare forse sconosciuto a molti permette di ricondurre il cuore della teoria marxista alla tradizione esoterica ed ermetica. Pertanto questo legame è utile ad introdurre l’argomento delle dottrine religiose nascoste nel “socialismo scientifico”.

La famosa dialettica di affermazione, negazione, superamento (l’hegeliana tesi, antitesi e sintesi), motore stesso del materialismo dialettico, è l’esposizione, tutt’altro che innovativa, di un processo rintracciabile in tutte le innumerevoli applicazioni del “ternario ermetico” dislocate un po’ ovunque tanto nell’esoterismo quanto nella storia della Filosofia e che si ritrova anche come ternario alchemico: Materia Prima, Antimonio e Sale dei Filosofi. Se questa considerazione può sembrare irrilevante, è necessario allora considerare che tale “metodo ternario” di azione alchemica è sempre stato concepito dagli alchimisti di tutti i tempi come un’opera lecita solo sulla materia. Un’eventuale applicazione delle sue leggi al campo sociale è da sempre temuta dagli Alchimisti.

Le tre frecce nel simbolo dello SFIO

Nel 1936, Eugène Canseliet, un alchimista “moderno”, commentava la notizia che le “Tre Frecce” (simbolo ermetico del ternario), erano state adottate come emblema dal Partito Socialista Francese (SFIO) con queste parole piene di angoscia: “L’insegna adottata dalla sezione francese dell’Internazionale Operaia non può non sconcertare il filosofo e spingerlo in un abisso di riflessioni.(…) Bisogna pensare che una volontà occulta e onnipotente abbia imposto ai dottrinari della rivoluzione sociale questo segno rivelatore?”(Canseliet , L’Alchimia). Lo scandalo dell’alchimista è perfettamente concepibile se si considera che applicare il ternario alle leggi sociali significa trattare l’uomo come una materia da plasmare.

Ma bisogna andare ancor più in profondità. Prima di diventare un economista e un comunista di fama, Marx era un umanista. Marx, si dice, era profondamente umano. Era dominato da una sola idea: come aiutare le masse sfruttate. Ciò che le impoverisce, a quanto egli sosteneva, è il capitalismo. Affinché le masse conseguano la felicità, occorre però qualche cosa di più che la semplice distruzione del capitalismo. Marx scrive: “L’abolizione della religione, come illusoria felicità dell’uomo, è un requisito della loro reale felicità.” (Marx, Critica della filosofia del diritto Hegeliana, Introduzione). In sintesi questa è la teoria pubblica di Marx, la facciata dell’uomo. Cosa c’è al di là dell’apparenza?

Karl Marx, nella sua prima gioventù, si professava cristiano. In un tema scolastico dal titolo L’unione dei fedeli con Cristo, scrive queste bellissime parole: “Attraverso l’amore di Cristo volgiamo al tempo stesso i nostri cuori verso i nostri fratelli che sono intimamente a noi legati e per i quali Egli dette se stesso in sacrificio” Poi per qualche ragione poco dopo che Marx ebbe ricevuto il diploma, divenne profondamente, appassionatamente anti-religioso, ma non nel senso di ateo, bensì nel senso di ostile a Dio. Egli scrive: “Se un dio tutto mi ha strappato / travolto in maledizione sotto il giogo del destino/ rinuncio ai suoi mondi – a tutto – a tutto! / una cosa è rimasta, la vendetta, sì, mi è rimasta / contro me stesso desidero vendicarmi con orgoglio / contro quell’Essere che là troneggia in alto / sia pur la forza mia debolezza rabberciata / e sia pure il mio stesso bene senza premio alcuno!/ Un trono io mi voglio costruire / fredda e tremenda deve essere la cima / bastione gli sia terrore superstizioso / e suo ministro l’angoscia più cupa / Chi con occhio sano guarda in alto / pallido mortalmente e muto torni / da cieco alito di morte afferrata / la felicità da sé si scavi la sua tomba / E i lampi dell’Altissimo rimbalzino / dall’alto, ferreo palazzo, / se le mie mura, i miei atri Egli infrange / ostinata li riedificherà l’eternità.”

Così era convinto che lassù ci fosse Uno che regna, ed era in lite con Lui. Che cosa aveva prodotto questo terribile odio contro Dio? Non è facile capirlo, in ogni caso da questa poesia emerge con forza che il giovane Marx non solo credeva in Dio, non solo era in lite con Dio, ma sognava di dominare e rovinare il mondo, di mettersi al pari di Dio, di costruire un trono che potesse resistere ai fulmini di Dio e che rimanesse stabile per l’eternità, come quello di Dio stesso. Quando scriveva queste cose Marx, un genio prematuro, aveva diciott’anni. In un altro poema successivo scrive: “Sorgono i vapori infernali e mi riempiono il cervello/ Sin che impazzisco e mi si cambia il cuore./ Vedi tu questa spada? / Me l’ha venduta il principe delle tenebre. / Per me batte le ore e dà i segni. / Sempre più audacemente suono la danza della morte.” (Marx, Il suonatore)

Queste parole sono poco comprensibili se non si considera che esiste una “chiesa satanista”. Uno dei suoi riti è la messa nera, che i satanisti recitano a mezzanotte. Nei candelieri sono poste candele nere rovesciate. Il “sacerdote” dice tutto ciò che è prescritto nel libro di preghiere, ma alla rovescia. Un crocifisso è fissato pure alla rovescia, oppure viene calpestato. Durante la messa nera viene bruciata una Bibbia. Tutti i presenti promettono di commettere ogni peccato, e di non fare mai nulla di buono. Segue un’orgia. Ma ecco che i versi scritti da Marx assumono uno speciale significato, quando apprendiamo che nei riti della più alta iniziazione nel culto satanista viene venduta al candidato una “spada incantata” che garantisce il successo. Egli la paga firmando un patto col sangue estratto dai suoi polsi, per cui la sua anima, dopo la morte, apparterrà a Satana.

Verosimilmente, per spiegare versi del genere nelle poesie di un giovane adolescente, si può ipotizzare un indottrinamento da parte della chiesa segreta di Satana che potrebbe aver iniziato ai suoi riti il giovane Marx. Satana, che i suoi adoratori vedono nelle loro orge allucinanti, parla poi per loro bocca. Così Marx ne è soltanto il portavoce quando nel suo poema dice “Io desidero vendicarmi contro quell’Uno che regna lassù”. Ed infatti, in un altro poema, dice: “Se vi è qualcosa che possa distruggere,/ Vi piomberò dentro, anche se porterò il mondo / Nella rovina. / Il mondo che sorge fra me e l’abisso,/ Lo farò a pezzi, con le mie / Durevoli maledizioni./ Stringerò fra le mie braccia la sua dura realtà, / Abbracciandomi, il mondo perirà in silenzio, / E sprofonderà nell’estremo nulla. / Perire, senza esistenza: questo sarebbe / Realmente vivere.” (Marx, Oulanem).

Marx qui dichiara di voler seguire lo stesso obiettivo del Diavolo: consegnare alla dannazione l’intera razza umana. In un altro poema Marx scrive: “Così ho perduto il cielo,/ Lo so ben io./ La mia anima, un tempo fedele a Dio, / È destinata all’inferno.” (Marx, La fanciulla pallida)

Robert Payne, nella sua biografia di Marx, descrive con ampi particolari le storie che Marx raccontava a sua figlia Eleanor. Tali storie riguardavano l’infelice Rockle, una maga che doveva vendere tutti i suoi giocattoli con riluttanza, ma dato che aveva fatto un patto col Diavolo, non c’era scampo. Il biografo di Marx sostiene: “Scarsi dubbi possono esservi che quelle storie interminabili fossero autobiografiche. Egli aveva la visione del mondo del diavolo, e la sua malignità. Talvolta sembrava sapesse che stava compiendo opere di male”.

Quando il giovane Marx aveva finito Oulanem e gli altri suoi primi poemi in cui scriveva di avere un patto col Diavolo, non pensava ancora al socialismo. Un giorno Marx conosce Moses Hess, l’uomo che gli fece abbracciare l’ideale socialista. Hess lo chiama “il dottor Marx, il mio idolo, che darà l’ultimo calcio alla religione”. Georg Jung, altro amico di Marx in quell’epoca, nel 1841 scrive ancor più chiaramente che Marx “di certo scaccerà Dio dal suo cielo e gli farà addirittura causa”. Queste erano dunque le aspettative di coloro i quali iniziarono Marx al socialismo.

Non troviamo quindi ideali sociali elevati al proposito di aiutare l’umanità. Nel giovane Marx ritroviamo prima l’odio di ogni nozione di Dio. Era disposto ad essere l’uomo che avrebbe cacciato Dio. Il socialismo era soltanto l’esca per indurre proletari e intellettuali ad abbracciare un ideale di “giustizia sociale” che nascondeva questo ideale di odio contro Dio. Quando i sovietici, ai primi tempi, adottarono lo slogan “Scacciamo i capitalisti dalla terra e Dio dal cielo”, non facevano che adempiere il retaggio di Karl Marx.

Marx non parlava molto, pubblicamente, di metafisica, ma possiamo dedurre il suo modo di vedere dalle persone con le quali si incontrava. Uno dei suoi compagni nella Prima Internazionale era l’anarchico russo Mikhail Bakùnin, il quale scriveva: “Il Maligno rappresenta la ribellione satanica contro l’autorità divina, ribellione nella quale vediamo il germe fecondo di tutte le emancipazioni umane, la Rivoluzione. I socialisti si riconoscono l’un l’altro con le parole: “Nel nome di Colui al quale è stata commessa una grande ingiustizia”. In questa visione Satana è l’eterno ribelle, il primo libero pensatore ed emancipatore dei mondi. Egli fa sì che l’uomo si vergogni della sua bestiale ignoranza e obbedienza; lo emancipa, imprime sulla sua fronte il suggello della libertà e dell’umanità, spronandolo a disobbedire e a mangiare il frutto della conoscenza” (Bakùnin, Dio e lo Stato).

Bakùnin non si limita a lodare Lucifero; ha un programma concreto di rivoluzione, ma non tale da liberare il povero dallo sfruttamento. Egli scrive: “In questa rivoluzione dovremo risvegliare il Diavolo nelle persone, dovremo attizzare in loro le più basse passioni. La nostra missione è distruggere, non edificare. La passione per la distruzione è una passione creativa”. Karl Marx formò la Prima Internazionale insieme con Bakùnin, e avallò questo strano programma. Heinrich Heine, il celebre poeta tedesco, era un altro amico intimo di Marx. Era anche lui un appassionato di Satana, che descriveva come “delizioso e affascinante”. Non è casuale neppure la scelta dei termini usati per coniare il famoso incipit del Manifesto Comunista: “Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro del comunismo”. Non si parla di idee o teorie, ma di spettri, e non per motivi poetici.

Mancando prove inoppugnabili, non è possibile dimostrare con assoluta certezza che Marx fosse un satanista, tuttavia i molti indizi al riguardo, messi uno a fianco all’altro, possono certamente indurre a considerare reale questa possibilità o almeno a dare il beneficio del dubbio alla questione. Basti pensare che tutto quanto detto in questo approfondimento è basato esclusivamente sull’opera edita; tuttavia, rimane materiale scritto da Marx per molti altri volumi ancora da pubblicare, gelosamente custodito presso l’Istituto Lenin di Mosca, il quale – ancora dopo 60 anni dalla fine dell’ultimo conflitto mondiale – si è guardato bene dal renderne noto il contenuto. Molto probabilmente tali manoscritti potrebbero rivelarsi fondamentali per la comprensione del vero scopo che aveva in mente il padre del comunismo. A noi non rimane che accostare i frammenti “pubblici”.

Arnold Kunzli descrive la vita di Marx, nella quale sono inclusi i suicidi di due figlie e di un genero. Tre figli morirono di malnutrizione. Anche la figlia Laura, sposata col socialista Laforgue, vide morire tre dei suoi figlioli. Quindi lei e il marito si uccisero insieme. Un’altra figlia, Eleonora, decise di fare lo stesso col marito. Essa morì, lui si ritirò all’ultimo momento.

Non è meno significativo che la moglie di Marx si rivolga a lui come segue: “La tua ultima lettera pastorale, o gran sacerdote e vescovo di anime, ha di nuovo dato un tranquillo riposo alla tua povera pecorella”. La lettera è del 31 marzo 1854. Sua moglie parla di lui come gran sacerdote e vescovo. Di quale religione? La sola religione europea che abbia gran sacerdoti, è la satanista. Quali “lettere pastorali” scriveva Marx, l’uomo creduto ateo? Questa è una parte della vita di Marx sulla quale non si è indagato a sufficienza. E non è un caso che Marx ed Engels abbiano scritto “La sacra famiglia” un rovesciamento blasfemo dell’istituzione al cuore della fede cristiana.

Il marxista Franz Mehring scriveva nella sua biografia di Karl Marx: “Sebbene il padre di Karl Marx fosse morto pochi giorni dopo il ventesimo compleanno del figlio, sembra che abbia osservato con segreta apprensione il demonio nel suo figlio favorito. Henry Marx non pensava e non poteva aver pensato che il ricco retaggio di cultura borghese che lasciava al figlio, come preziosa eredità per la vita, sarebbe valso soltanto a trasmettere il demone che temeva”.

Sono prove soltanto indiziarie, ma sono sufficienti a mostrare che quanto i marxisti dicono di Marx, è un mito. Egli non fu indignato a causa della povertà del proletariato per la quale la rivoluzione era l’unica soluzione. Non amava i proletari. Li chiamava “zucconi”, “stupidi”, “asini”, “furfanti”, adoperava epiteti osceni nella corrispondenza con Engels. Marx non amava neppure i suoi compagni intellettuali nella lotta per il comunismo. Chiamava Failigrath “il suino”, Lassalle “negraccio giudeo”, Bakunin “uno zero teorico” (vedi Kunzli).

A questo punto è essenziale dichiarare fermamente che Marx e i suoi compagni, sebbene “anti-Dio”, non erano atei come si descrivono i marxisti attuali. Infatti, sebbene inveissero apertamente contro Dio e lo insultassero, essi odiavano un Dio nel quale credevano. Non è la sua esistenza che viene contestata; ma la sua supremazia. Ma che cosa ha a che fare tutto ciò con una più equa distribuzione dei beni, o con migliori istituzioni sociali? Queste sono soltanto bardature esteriori per nascondere lo scopo reale: lo sradicamento totale di Dio e del suo culto.

Per questo si può passare a considerare l’influsso del pensiero di Marx sulla rivoluzione in Russia e su tutte le rivoluzioni a carattere strettamente “marxista”. Come ovvia considerazione preliminare, gioverà riflettere sul fatto che un movimento politico di vasta portata mondiale (come è stato il marxismo), si sviluppa in sintesi come una moltitudine di individui che decidono di adoprarsi nella pratica comune di organizzazione del mondo in base a degli schemi posti dal proprio fondatore. Ciò è accaduto anche in questo caso e gli schemi che milioni di marxisti di tutto il mondo hanno adoprato sono quelli posti da Marx. Le rivoluzioni marxiste infatti, al di là di alcune differenze locali sui precisi metodi di applicazione della teoria, erano più o meno tutte concordi sui principi primi dell’ideologia descritta dal loro fondatore. Quindi è fondamentale, per capire l’influsso del marxismo nelle rivoluzioni, ragionare non solo sul piano delle scelte pratiche di organizzazione economica del territorio e della popolazione, ma anche sul piano della trasmissione di determinati valori, determinate idee, in sintesi della “visione del mondo” che è stata inculcata nelle menti dei milioni di cittadini sottoposti al potere dei leader marxisti. Questa visione che tanto i dittatori in Russia (in primis Stalin), quanto tutti gli altri dittatori minori dei paesi satelliti inseriti nel blocco sovietico hanno mutuato da Marx ed hanno adottato come linea guida per plasmare le menti dei loro cittadini-sudditi è chiaramente la stessa visione che Marx ha inteso inculcare ai suoi primi discepoli: levare a Dio il suo trono, cioè sradicare Dio dal cuore degli uomini.

Ed infatti la storia delle atroci persecuzioni religiose e delle torture inflitte ai cristiani nella Russia stalinista ed in altri paesi del blocco sovietico confermano senz’altro che il vero obiettivo ideologico non era il miglioramento delle condizioni di vita delle masse (il che, infatti, non è avvenuto) ma l’edificazione di una macchina statale impegnata nell’abbattimento, la persecuzione, la cancellazione della naturale tendenza dell’uomo a Dio. Solgenitsin in Arcipelago Gulag rivela alcuni degli orribili risultati del comunismo nelle anime e nelle vite delle persone. In Cecoslovacchia, Bulgaria, ecc. il Partito comunista spendeva somme colossali per ricerche segrete volte a comprendere i modi migliori di torturare i fedeli affinché rinnegassero Dio, ma anche di suscitare nelle persone istinti malefici e distruttivi e di sviluppare poteri paranormali. La cortina di ferro impediva all’Occidente di sapere ciò che accadeva nei venti istituti parapsicologici situati nell’Unione Sovietica. Ancora oggi, in paesi come la Cina, vediamo proseguire la violenta persecuzione nei confronti dei cristiani ed ignoriamo, a causa della censura, se siano in atto programmi “scientifici” simili a quelli citati. Qualche cosa di più sulle relazioni fra il marxismo e l’occultismo si può trovare nell’opera di  Ostrander.

Anche per un ateo può essere interessante osservare la questione da un punto di vista ipotetico. Indipendentemente dal fatto se si creda o meno nell’esistenza di Dio e di Satana, ammettiamo, almeno per ipotesi, che Marx credesse in Satana, di conseguenza credesse in Dio e volesse abbattere il Suo trono. Ci si può domandare a questo punto quale potrebbe essere stato il contributo specifico di Marx al piano di Satana per l’umanità? Fu importante. La Bibbia insegna che Dio creò l’uomo (Genesi 1:26). Fino ai tempi di Marx, l’uomo continuò ad essere considerato come la corona della creazione. Il marxismo è la prima ideologia sistematica e particolareggiata che riduce bruscamente la nozione dell’uomo ad essersi diffusa capillarmente i tutto il mondo. Secondo Marx, l’uomo è un organismo materiale il cui scopo primario è soddisfare i suoi bisogni materiali. Gli interessi prevalenti dell’uomo sono perciò di natura economica. Egli produce per sopperire alle proprie necessità. Per questo scopo egli entra in relazioni sociali con altri uomini. Questa è la base della società, quello che Marx chiama “struttura” e spaccia per risultato “scientifico”. Matrimonio, amore, arte, scienza, religione, filosofia, tutto ciò che esula dalle necessità del corpo, sono “sovrastrutture”, chimere della mente determinate in ultima analisi dallo stato dell’intestino. Ciò che più conta è che in realtà anche questa è una fede, è una religione, poiché non è dimostrabile che l’uomo sia soltanto un organismo materiale e non qualcosa di più. Ci si può credere, non si può dimostrare. È fede, non scienza. Pertanto, indipendentemente dal nostro credere o meno all’esistenza di Dio e di Satana, è necessario ammettere che Marx, credendo in questa religione, ha sviluppato la sua teoria ed ha agito solo per propagare questa fede in un uomo materiale e gretto. Egli era un gran sacerdote di una religione e, consapevole di adoperarsi per la distruzione dell’alto valore dell’essere umano e per l’allontanamento dell’uomo da Dio, rivestì la sua predicazione satanica con il manto dell’ideale socialista ateo, utile ad ingannare le masse. Marx fu lo strumento prescelto da Satana perché facesse perdere all’uomo la stima di se stesso, la convinzione di discendere da alti luoghi e di essere destinato a ritornare ad essi.

Val la pena osservare che due Premi Nobel sovietici, Pasternak e Solgenitsin, entrambi ex-comunisti, dopo aver descritto i parossismi di delitto ai quali conduce il marxismo satanico, hanno posto la loro fede in Cristo. Svetlana Alliluyeva Stalina, la figlia del peggiore assassino di massa marxista (Stalin), è diventata anche lei cristiana. Se perciò l’ideale di Marx era scendere negli abissi dell’inferno lui stesso, e trascinarvi dentro con sé tutta l’umanità, non stupisce che tutti coloro che poi hanno seguito direttamente questo programma hanno finito per opporsi (come i sopracitati) oppure per operare, consapevolmente o inconsapevolmente, in direzione di distruggere nell’uomo l’ideale della sua nobiltà.

Per concludere questa lunga sezione non resta che ricollegare quanto detto fin qui su Marx e sul marxismo al tema di fondo della ricerca: anche nel caso di Marx (e dell’ideologia da lui nata e del sistema politico nato dalla sua ideologia che ha influenzato la vita di milioni di persone) è vero che l’influsso di società segrete mistiche (il satanismo è una società segreta a carattere mistico) è alla base delle reali intenzioni degli attori di quello spettacolo pubblico che poi è l’azione politica visibile. Possiamo quindi considerare anche in questo caso l’opera delle sette esoteriche, i cui scopi possono essere considerati lesivi dei diritti fondamentali degli uomini, come un altro esempio in cui una organizzazione segreta, tramite l’indottrinamento dei suoi adepti, agisce criminosamente sulla realtà pubblica in modo invisibile agli occhi della stragrande maggioranza dei cittadini. E l’influsso reale che il marxismo ha avuto nel mondo durante lo scorso secolo è talmente immenso ed esteso, che non si può minimizzare il fatto che il suo fondatore abbia attinto gli elementi fondanti del suo pensiero proprio da sette segrete mistiche. Ancora una volta le massonerie (sempre intese come organizzazioni segrete con un “programma” da adempiere) si rivelano come attori “invisibili” che tirano alcuni fili fondamentali della realtà e, giovandosi della distrazione e dell’incapacità del popolo di andare oltre il velo da loro stessi posto a protezione dei loro veri scopi, esercitano indisturbati il loro influsso sulla realtà comune.

Luigi Pignalosa

Cfr.:

Allen Gary, None dare call it conspiracy, Concord Press, 1971

Canseliet Eugene, L’ alchimia, Edizioni mediterranee, 1985

Wurmbrand, Richard, L’altra faccia di Carlo Marx, Editrice Uomini Nuovi, 1984.

Kunzli Arnold, Karl Marx : eine Psychographie, Europa, 1966

Mehring Franz, Vita di Marx, Editori riuniti, 1972

Ostrander Sheila, Scoperte psichiche dietro la Cortina di ferro, MEB, 1975

Solzenicyn Aleksandr Isaevic, Arcipelago Gulag, Mondadori, 1975

Payne Robert, Marx, Allen, 1968

Bakunin Mihail Aleksandrovic, Dio e lo Stato, L’Universita Popolare, 1914

Marx Karl, Critica della filosofia hegeliana del diritto pubblico, Editori riuniti, 1981

Marx, Karl, La preghiera del disperato, in Karl Marx – Friedrich Engels, Opere Complete, Editori Riuniti, Roma, 1991, Vol 1°, pp. 620.

Marx, Karl, Scene da «Oulanem», in Karl Marx – Friedrich Engels, Opere Complete, Editori Riuniti, Roma, 1991, Vol 1°, pp. 644.

Marx, Karl, La fanciulla pallida, in Karl Marx – Friedrich Engels, Opere Complete, Editori Riuniti, Roma, 1991, Vol 1°, pp. 674.

Karl Marx – Friedrich Engels, La sacra famiglia, in Opere Complete, Editori Riuniti, Roma, 1991, Vol 4°, pp. 3-234.

Karl Marx – Friedrich Engels, Manifesto del Partito Comunista, in Opere Complete, Editori Riuniti, Roma, 1991, Vol 6°, pp. 483-518.

Marx Jenny, Lettera, datata dopo l’11 di agosto 1844, a M. Marx, MEW, Suppl., Vol. I, 652.

Marx Karl, L’unione dei fedeli con Cristo (Temi di licenza liceale), in Karl Marx – Friedrich Engels, Opere Complete, Editori Riuniti, Roma, 1991, Vol 1°, pp. 733.

Marx Karl, il Suonatore, in Karl Marx – Friedrich Engels, Opere Complete, Editori Riuniti, Roma, 1991, Vol 1, pp. 678.

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