Usa, Obama: bruciare il Corano è sbagliato

Barack Obama disapprova la decisione di Terry Jones di bruciare il Corano, in nome della tolleranza religiosa

Washington (Usa), 10 settembre. “Siamo una nazione unita, diamo a Dio nomi diversi, ma nessuno riuscirà a farci del male con divisioni basate su differenze religiose”. Con queste il presidente statunitense Barack Obama prova a gettare acqua sul fuoco in merito alla disputa, di profilo internazionale, circa il rogo di alcune copie del Corano, promosso dal pastore Terry Jones.

“Bruciare il Corano è contrario ai principi che hanno fatto nascere questo Paese – dichiara Obama, condannando il gesto del reverendo americano, tuttavia senza mai citare il suo nome – Spero che chi l’ha proposto cambi idea”. E il pastore di Gainsville, Florida, sembra avergli dato retta. Appena poche ore fa, ha infatti annunciato che non incendierà alcuna copia del testo sacro musulmano.

Il presidente americano ha inoltre ricordato che gli Stati Uniti “non sono mai stati in guerra con l’Islam, ma con i terroristi di Al Qaida. Si tratta di una differenza fondamentale. Infatti, la religione musulmana conta un miliardo e 300mila fedeli sparsi per il mondo, mentre gli estremisti di tale religione rappresentano appena una minima parte. Non è perciò corretto confondere una parte con il tutto. E sarebbe quindi sbagliato bruciare il testo sacro islamico per condannare l’attacco dei pochi terroristi che l’11 settembre 2001 ferirono l’America.

Proprio alla vigilia di questa ricorrenza, Barack Obama non dimentica il senso di questa celebrazione. “Domani sarà un’ottima occasione per ricordare il rispetto fra tutte le religioni che caratterizza la nostra nazione”. La tolleranza religiosa, come l’apertura all’Islam moderato, è il valore portante del Paese e, proprio in questo delicato momento, è il termine giusto per placare gli animi e spegnere gli incendi di carta e, soprattutto, di parole.

Emanuele Ballacci