Berlusconi contro Fini, difeso da Schifani. E la Lega?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:42

Le Camere riaprono, il voto di fiducia sui cinque punti programmatici per il prosieguo della legislatura si avvicina e, intanto, gli esponenti della maggioranza dimostrano di essere sempre più incapaci di comunicare fra loro e di ricostruire l’unità necessaria a tenere in vita l’esecutivo.
Il premier Silvio Berlusconi, in visita ufficiale in Russia, dove è stato ricevuto dal “collega” Dmitri Medvedev, ha lanciato nuove accuse a Fini, rinfacciando al Presidente della Camera di essere interessato solo “alla sua aziendina“.
“(Fini, ndr) è un professionista della politica, – ha spiegato ai cronisti – le sue mosse non toccano la governabilità e il Governo andrà avanti per i tre anni di legislatura”.

Lapidaria la replica di Fini e dei finiani.
Affermazioni che non meritano una risposta – ha replicato Italo Bocchino – è buona abitudine non parlare di questioni interne nel momento in cui il Paese è impegnato in vertici internazionali”.
E’ una notizia, però, che Berlusconi, nel momento in cui è tornato ad alzare i toni e ad ostentare sicurezza, abbia riposto nel cassetto la boutade dei giorni scorsi inerente la richiesta a Napolitano di intervenire contro la parzialità di Fini e la manifestata intenzione di andare quanto prima a nuove elezioni.

Un’ipotesi che, voluta fortemente da Umberto Bossi, era stata bocciata in mattinata anche dal Presidente del Senato Renato Schifani.
“Per regolamento e Costituzione il presidente Fini non e’ sfiduciabile. – aveva spiegato – Esercita il suo ruolo con autorevolezza e imparzialità“.

Nuove velenose accuse al Presidente della Camera, invece, arrivano dal senatur Umberto Bossi, che per primo aveva chiesto la testa di Fini.
La Lega darà il voto in aula a Berlusconi – ha detto, durante la cerimonia dell’ampolla sul fiume Po – Non siamo mica Fini”.
Fini che, però, almeno sulla carta ha assicurato piena fiducia al Governo, ogniqualvolta questa sarà sottoposta al voto delle Camere, mentre proprio la Lega, nei giorni scorsi, si era detta pronta ad astenersi per accelerare la crisi di Governo e ottenere così nuove elezioni.

Una posizione che, non a caso, ancora ieri era ripresa in parte dal ministro Roberto Calderoli.
Suggerisco a Bossi di non partecipare alla prima chiama sulla fiducia. Così si potrà verificare se quella maggioranza dipende solo dai finiani e assumere le conseguenze”.
“Se non c’è una maggioranza, – ha ribadito il ministro degli Interni Maroni – è meglio andare alle elezioni: rivinciamo, stravinciamo e torniamo più forti di prima”.

In attesa che alla Camera si giunga al decisivo momento del voto, sembra di essere tornati agli albori del Polo, sbeffeggiato in tv da Corrado Guzzanti.
Siamo la Casa delle Libertà – cantava in uno spot satirico – dove ognuno fa un pò che c…. gli pare…“.

Mattia Nesti

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