Continua la polemica Fini-La Russa

Ignazio La Russa, durante un incontro all’interno della festa di Atreju, è tornato sulla polemica con Gianfranco Fini che ha accusato i ‘colonnelli’ della vecchia An di “aver cambiato generale”. La Russa, di fronte alla platea dei giovani di destra, ha volito puntualizzare che fin dall’inizio della sua carriera politica “il valore dell’amicizia è stato per me l’elemento fondante dell’azione politica”. Ciò nonostante La Russa non ci sta ad essere descritto come una sorta di ‘traditore’ dall’amico Fini al quale rimprovera di “aver cambiato lui bandiera”.

“Qualcuno dice che noi siamo i falchi, invece nessuno è stato più colomba, più chiaro di noi nel tentativo di tenere aperto lo spiraglio dell’intesa – ha detto La Russa -. Immaginate quindi la mia sofferenza per la stoccata di Fini sugli ex colonnelli che hanno solo cambiato generale e magari sono pronti a cambiarlo ancora. Mi ha fatto soffrire perchè per me il nostro generale si chiamava Fini ma il capo del governo è Berlusconi e lo ha indicato Fini, è lui che ci ha portato nel Pdl” perciò “non siamo noi ad avere cambiato generale è lui che ha cambiato bandiera”.

Il ministro della Difesa condivide le parole pronunciate ieri da Renato Schifani a difesa del presidente della Camera: “Sono d’accordo, quando Fini presiede l’Aula assolve ai canoni della presidenza della Camera, offre elementi di imparzialità tradizionale, l’unico dubbio che ho è che lui giustifica il fatto di essere capo di un partito fuori dall’Aula pensando di non avere obblighi, potrà anche essere un nuovo modo di interpretare la presidenza della camera, mase fuori dall’Aula si è sempre sentito libero, perchè a Roma, dopo aver indicato la Polverini come candidata per il Lazio, ha deciso di non partecipare a una sola riunione a sostegno del Pdl e della Polverini? Perchè non ha fatto neanche un comizio elettorale per il Pdl?”.

Stefano Bernardi