Ennesima tragedia sul lavoro: muore operaio pistoiese

Pistoia, 11 settembre. Il giorno di oggi è già stato segnato da tre morti bianche: nella mattinata hanno perso la vita sul posto di lavoro tre operai, a Capua. Come se non bastasse, è venuto a mancare un altro operaio,  Adrian Marius Birt, rumeno, 36 anni. L’uomo lavorava per 3F Ecologia, azienda di Calamari  (Pt), che si occupa di riciclo di rifiuti, in particolare carta.

L’operaio, che aveva regolare contratto di lavoro, ha aperto lo sportello del trituratore ma  è stato schiacciato, perché lo sportello si è chiuso su di lui. Un collega è intervenuto subito, attirato dalle urla di dolore di Birt: la pressa gli ha spezzato la spina dorsale. A niente sono valsi i tentativi di salvare l’operaio, che è deceduto subito dopo, lasciando un figlio di 10 anni e la moglie quasi al termine della seconda gravidanza.

Non è ben chiaro il motivo per cui Birt ha aperto lo sportello del trituratore: probabilmente si era momentaneamente inceppato e l’operaio intendeva controllare cosa fosse successo, quando il macchinario è improvvisamente ripartito; oppure, la pressa è sempre rimasta in funzione e un altro motivo ha spinto Birt ad aprire lo sportello. Ciò che è certo è che l’operaio lavorava per l’azienda da ben 6 anni e conosceva bene i macchinari.

Al momento polizia e magistratura hanno messo sotto sequestro il cantiere, per consentire uno sviluppo più rapido delle indagini, per far luce sulla dinamica ancora non chiara dell’incidente.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso “la commossa partecipazione al dolore delle famiglie e delle comunità colpite” e non può far altro che condividere “la diffusa indignazione per il ripetersi di incidenti mortali causati da gravi negligenze nel garantire la sicurezza dei lavoratori in operazioni di manutenzione nei silos simili a quelle che già più volte in precedenza hanno cagionato vittime”. Il Capo dello Stato confida “nella rapidità e nel rigore degli accertamenti da compiere e nella definizione delle normative di garanzia da adottare e far rispettare”.

Angela Liuzzi