Il mistero di Sarah e l’inchiesta “matrioska”

Nelle parole di un investigatore è sintetizzato l’intero mistero sulla scomparsa di Sarah, la 15enne di Avetrana di cui non si hanno più notizie dal primo pomeriggio del 26 agosto. «E’ un giallo che sviluppa tanti misteri più piccoli, è come il sistema delle matrioske»: un mistero dentro l’altro, una sorpresa dietro l’altra, tra parenti e amici, conoscenti e mitomani, testimonianze visive e visioni occulte.

«Stiamo lavorando in modo sistematico e costante, non ci stancheremo» ripete l’uomo delle indagini, quasi a voler sfidare il buio che ancora sovrasta l’intera vicenda.

Intanto si indaga con l’aiuto della tecnologia. Due gruppi di carabinieri e poliziotti esperti in elettronica delle comunicazioni stanno infatti lavorando su internet e Facebook e sulle reti telefoniche. Controlli, ricerca di tracce su internet, intercettazioni telefoniche e ambientali, fatte una per una, nel disperato tentativo di vederci chiaro in questo mistero di fine estate.

Il controllo sui cellulari presenti nella zona di via Kennedy procede lentamente. E’ un lavoro non facile, soprattutto ci vuole tempo per giungere al risultato. Bisogna incrociare dati e informazioni in grande quantità e non c’è un programma veloce per farlo.

Intanto sei carabinieri a cavallo, gli stessi che si sono esibiti durante la visita a Roma del leader libico Gheddafi, sono impegnati nella campagna di Avetrana. Il territorio di Avetrana e del suo hinterland è assai aspro, segnato da centinaia di cave, macchia mediterranea, masserie e case di campagna abbandonate, dirupi e inghiottitoi. Si punta l’attenzione anche sulla costa, sul tratto che va da Porto Cesareo a San Pietro in Bevagna. Sono al momento più di cento le persone coinvolte nelle ricerche, tra carabinieri, poliziotti e guardie forestali, ai quali si aggiungono i volontari.

Concetta, la mamma di Sarah, smentisce le voci che parlavano della figlioletta come di una ragazza sola e discriminata a scuola per il suo modo di vestire raffazzonato. «Non è vero – ha detto ieri a un cronista della “Gazzetta del Mezzogiorno” – che Sarah frequentava la scuola media vestita in modo raffazzonato. Forse non indossava capi firmati, ma ha sempre vestito in modo dignitoso». La donna si lascia poi andare a una amara riflessione: «Sanno tutto gli altri, di Sarah e oltre, solo io non so nulla». E ancora: «Non penso sia un fatto negativo – ha sottolineato Concetta – aver negato il computer a Sarah oppure averle indicato comportamenti seri. Voi scrivete che Sarah soffriva la solitudine, ma non penso che sia positivo seguire gli atteggiamenti superficiali della maggioranza. Noi siamo gente semplice, ma abbiamo un decoro, un modo di concepire la vita che spesso contrasta con le abitudini prevalenti».
Le zie e le cugine di Sarah spesso rappresentavano le scorciatoie della 15enne, di fronte ai divieti della madre. La zia Emma, l’anno scorso, le ha preparato la torta per i 15 anni, dal momento che i testimoni di Geova non usano festeggiare i compleanni. Pare che la ragazza soffrisse per queste esclusioni che la estraniavano dagli altri coetanei.

Oggi, in casa Scazzi è atteso il sottosegretario all’interno, Alfredo Mantovano. Segno che lo stato non vuole abbandonare la famiglia di Sarah.

Raffaele Emiliano