Caso Elisa Claps: il fratello accusa il vescovo

Elisa Claps

Potenza, 12 settembre. Sono passati esattamente 17 anni da quando la giovane Elisa Claps scomparve. Per tutto questo tempo non s’è saputo più nulla della ragazza, fino a sei mesi fa, quando è stato ritrovato il suo corpo nel sottotetto della chiesa della santissima Trinità, sita nel centro storico della cittadina. Il 17 marzo scorso, la madre della ragazza, Filomena, e il fratello Gildo, non aspettarono i risultati del Dna per confermare che quei resti erano proprio di Elisa: riconobbero, infatti, nelle foto scattate sul luogo del ritrovamento, gli indumenti, un orologio, una catenina, un paio di sandali e un paio di occhiali, proprio gli stessi oggetti che aveva con sé la ragazza quando scomparve.

Oggi, nella città di Potenza, si è tenuta una manifestazione: nonostante una buona dose di indizi, non s’è ancora fatta luce sulla vicenda Claps. A manifestare assieme al fratello di Esila, Gildo, c’erano la famiglia, centinaia di cittadini e l’associazione “Libera”.

Gildo Claps ha mosso diverse accuse alla Chiesa locale. Il fratello di Elisa non si capacita del fatto che il corpo della sedicenne scomparsa nel ’93 e posto nel sottotetto della chiesa dal suo assassino non sia stato mai visto nel corso di questi 17 anni. “Per esempio nel ’96: per circa un anno, in quel sottotetto, furono effettuati dei lavori. Sappiamo con certezza che l’impresa incernierò dei cassettoni proprio in corrispondenza del cadavere di mia sorella. Ridicolo pensare che nessuno abbia mai visto niente. E nel 2008, qualcuno di sicuro ha rimosso del materiale che ricopriva il corpo, di questo chiediamo conto al vescovo: o sapeva oppure è incapace di controllare uomini della sua Diocesi”.

Secondo il fratello di Elisa, la Chiesa nasconderebbe qualcosa, che potrebbe portare alla soluzione del caso. “La Chiesa – ha continuato Gildo Claps – deve dire quello che sa. Il ritrovamento è stato solo una messinscena”.

Don Marcello Cozzi, referente di “Libera”, ha rivolto un appello al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, “per chiedere conto al Csm, da lui presieduto, dell’operato di Felicia Genovese, il pm che coordinò le indagini sulla scomparsa di Elisa”.

Allo stato attuale, è indagato per il delitto di Elisa Danilo Restivo, che è in carcere in Inghilterra per l’omicidio di un’altra donna.

Angela Liuzzi