Di Pietro: Berlusconi testa della P3

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:51

Il luogo: Marina di Pietrasanta (provincia di Lucca); l’occasione: la festa de “Il Fatto quotidiano”, il giornale diretto da Antonio Padellaro che festeggia il suo primo anno di attività. E’ qui che ieri il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, ha assestato la sua ultima “stoccata” all’indirizzo del presidente del Consiglio.

Berlusconi – ha detto l’ex pm – non ha alcun legame con la P3: è la testa della P3. Noi finora abbiamo sempre ragionato sul coinvolgimento delle varie parti di questa piovra politica, ma a capo della piovra politica – ha proseguito Di Pietro – c’è proprio lui, che ha fatto una scelta personale, quella di mettersi in politica come terza soluzione rispetto a quegli imprenditori che un tempo o si davano alla fuga o – ha precisato – facevano i pentiti processuali”.

Le parole “di fuoco” del leader dell’Idv raggiungono in tempo reale il premier, impegnato ieri ad “addestrare” i giovani “colonnelli” radunati ad Atreju. “I giornali di sinistra – ha commentato Berlusconi – hanno messo in giro l’idea che ci sia una nuova tangentopoli, ma non c’è nessuna tangentopoli. Non ci sono mascalzoni nel nostro partito – ha assicurato ai giovani pidiellini – li abbiamo individuati e provveduto ad espellerli. Conosco i dirigenti del nostro partito – ha insistito Berlusconi – ho grandissima considerazione della loro onestà intellettuale e della loro onestà in generale”.

“Ha ragione – ha replicato a stretto giro lo stesso Di Pietro, sceso dal palco di Pietrasanta – è sempre la stessa tangentopoli perché c’è un collante che le unisce: lui”.

E mentre la Procura di Roma diffonde una nota in cui smentisce categoricamente la notizia secondo la quale il presidente del Consiglio potrebbe essere ascoltato a breve come persona informata sui fatti nell’ambito dell‘inchiesta sulla cosiddetta P3, è il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, a sguainare la spada in difesa del premier: “Di Pietro, uomo la cui biografia è scandita da scatole piene di soldi, automobili e appartamenti di dubbia provenienza – ha dichiarato – continua a seminare menzogne, odio, violenza. Inneggia a chi crea caos nelle manifestazioni e nega l’evidenza”.

Per il capo dei senatori pidiellini, alle accuse di Di Pietro si risponde con i fatti. “Il governo e la maggioranza – ha ricordato Gasparri – hanno approvato, con il voto contrario che Di Pietro dovrebbe giustificare, severe norme anticrimine, carcere più duro per i boss, confisca dei beni delle mafie. Gli arresti si succedono a ritmi incalzanti grazie alla sintonia tra governo e investigatori. Questa – ha concluso – è la realtà”.

Maria Saporito

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