Diritti Umani violati in Francia, Messico, Stati Uniti osserva l’Alto Commissariato ONU

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:50

Questo lunedì,  Navi Pillay, l’alto commissario dell’ONU per i Diritti Umani, ha denunciato, come situazioni di particolare preoccupazione in materia di diritti umani: l’espulsione degli zingari dalla Francia, certe leggi contro il terrorismo dettate dagli Stati Uniti e  la mattanza di emigranti in Messico. 

Inaugurando proprio oggi, a Ginevra, la quindicesima sessione del Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU, la Pillay ha osservato che: “Le nuove  politiche  della Francia con i  gitani, inclusa la misura dello smantellamento dei loro  insediamenti e le deportazioni  collettive fino ai loro paesi d’origine,  possono solo che esacerbare  i pregiudizi contro le comunità di rom e aumentare l’estrema povertà in cui vivono”.

Inoltre, alla luce dei numeri della mattanza di una settantina di loro appartenenti al crimine organizzato,  ha sottolineato  che “ la situazione degli  emigranti che escono o transitano dal  Messico” è estremamente preoccupante.

Sebbene abbia riconosciuto e messo in evidenza che : “il Governo  del Messico ha fatto degli enormi sforzi per mettere fine al  crescente clima di violenza”, ha esortato ad “arrivare a capo di un’ indagine profonda, indipendente e trasparente di questi  crimini”. Il terzo  motivo di  preoccupazione che la Pillay ha messo in evidenza è stata  la pratica presa dagli Stati Uniti  di  autorizzare “omicidi  selettivi  di sospettati di  terrorismo in circostanze  che sfidano le norme  internazionali stabilite  per  proteggere il diritto alla vita e l’autorevolezza  della legge”.

Pillay si riferisce ad una pratica dell’Amministrazione Bush e ripresa anche dal Governo di Barack Obama ad  autorizzare con il benestare della CIA di far uscire in forma extra-giudiziaria i cittadini statunitensi  dalle  zone di conflitto.

Durante il suo discorso d’apertura della sessione, l’alto rappresentante dell’ ONU ha fatto riferimento anche, alle continue minacce alla sicurezza e alla vita  che  affrontano, i difensori dei diritti umani, gli attivisti della società civile ed i giornalisti, in tutte  le regioni del mondo.

La Pillay ha ribadito che “dissidenti  pacifici , avvocati dei diritti umani e  rappresentanti della stampa sono stati  vittime di  attacchi in paesi  come Irak, Iran e Somalia”. Altri stati citati sempre dalla Pillay sono Serbia, Messico e Guatemala dove: “le  istituzioni statali sembrano essere state  incapaci di  rispondere agli  attacchi  contro gli attivisti e difensori di pace”. Così come nella Repubblica Democratica del Congo, in Zimbabwe ed in Angola  hanno subito delle minacce e  dei veri e propri assalti. 

In conclusione l’Alto Commissario ha aggiunto che in  Israele, gli attivisti  pacifici sono stati feriti o arrestati per  protestare contro la costruzione del muro nei territori palestinesi occupati. E sulla striscia di  Gaza,  Hamas, hanno sbarrato la strada alle  organizzazioni della società civile”.

Maria Luisa L. Fortuna

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