Donne e sesso: raggiungere l’orgasmo

Il mondo del sesso è da sempre apparso diverso agli occhi del gentil sesso rispetto a come lo vedono gli uomini. Per i maschietti è molto più facile arrivare a comprendere il proprio corpo, mentre per le donne a volte è quasi un’impresa, tanto che molte di noi hanno spesso problemi a capire anche semplicemente cosa sia un orgasmo.

Molte donne si ritrovano, alla fine di un amplesso, a non capire se il rapporto è stato semplicemente piacevole oppure se c’è stato quel “qualcosa in più”. Chi di noi non si è mai ritrovata a rispondere con un laconico “boh” alle domande del partner che sondava il terreno per provare a capire se era riuscito a farci provare il tanto agognato orgasmo?

 Comprendere se si è riuscite a raggiungere il Piacere con la “P” maiuscola non è, in realtà, così difficile. L’orgasmo, infatti, è una vera e propria reazione del corpo femminile alla stimolazione dell’organo genitale. Quando una donna raggiunge l’apice del piacere i muscoli della vagina si contraggono fino a dodici volte. La sensazione che segue è di totale appagamento e di rilassamento. C’è da dire, però, che non tutte riescono a raggiungere facilmente l’orgasmo attraverso un rapporto di tipo tradizionale: per alcune donne sono preferibili tipi di stimolazione alternativi.

Per predisporre il proprio corpo al piacere e per aiutare se stessa nella splendida impresa del raggiungimento dell’orgasmo, ci sono dei fattori che non vanno sottovalutati. Non tutti sanno, ad esempio, che nelle donne l’eccitazione arriva più lentamente e che, perciò, l’orgasmo può impiegare anche più di venti minuti per arrivare. Gli uomini dovrebbero imparare a conoscere il corpo delle loro dolci metà, ricordando che i tempi lunghi non dipendono sempre dalla loro inesperienza. Inoltre se una donna non si sente a proprio agio con il partner, se ha altri pensieri per la testa o se non riesce a rilassarsi adeguatamente è molto difficile che riesca a raggiungere l’orgasmo: il piacere, soprattutto per quanto riguarda il sesso femminile, è per lo più una questione di testa.

Martina Cesaretti